Per diventare OSS devi frequentare un corso regionale di almeno 1.000 ore e superare un esame di qualifica finale. Per iscriverti bastano 18 anni compiuti e la licenza media: il diploma di maturità non serve. Il corso dura da 9 a 18 mesi, comprende 450 ore di tirocinio e si chiude con un attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale. L’Operatore Socio Sanitario è l’operatore di interesse sanitario che assiste la persona nei bisogni di base e nelle attività quotidiane, in ospedale, nelle strutture residenziali, a scuola e a domicilio.
C’è però una cosa che quasi nessuno racconta: dal 2025 le regole sono cambiate. L’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, che ha disciplinato la figura per oltre vent’anni, è stato sostituito da un nuovo Accordo del 3 ottobre 2024, recepito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2025. Sono cambiati l’età minima, la durata, l’esame finale e il tirocinio. Gran parte delle guide che trovi in rete descrive ancora il vecchio impianto.
In questa guida trovi il percorso aggiornato: requisiti, durata e struttura del corso, quanto costa davvero, com’è fatto l’esame, che valore ha l’attestato e cosa succede dopo, quando si passa al concorso pubblico per OSS. Tutti i dati sono verificati sul testo degli Accordi e sulla Gazzetta Ufficiale.

Come si diventa OSS: il percorso in sintesi
- Requisiti per iscriversi: 18 anni compiuti alla data di iscrizione e diploma del primo ciclo di istruzione (licenza media).
- Durata: almeno 1.000 ore, da svolgere in un periodo non inferiore a 9 mesi e non superiore a 18.
- Struttura: 450 ore di teoria, 100 di esercitazioni e laboratori, 450 di tirocinio (di cui almeno 150 in contesto sanitario).
- Frequenza: obbligatoria, con un tetto massimo di assenze del 10% delle ore complessive.
- Esame finale: una prova teorica scritta e orale più una prova pratica.
- Attestato: rilasciato dalla Regione, valido su tutto il territorio nazionale.
- Costo: dipende dalla Regione. Può essere finanziato con risorse pubbliche, a carico del corsista, o entrambe le cose.
- Dopo il corso: per lavorare nella sanità pubblica serve superare un concorso per OSS, dove l’attestato è il requisito di accesso. È la selezione su cui è costruito il manuale Concorsi OSS e OSSS di Smart Concorsi Editore.
Cosa è cambiato con il nuovo Accordo Stato-Regioni?
Il profilo dell’Operatore Socio Sanitario è stato riscritto dall’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024 (Rep. atti n. 175/CSR), modificato il 18 dicembre 2024 e recepito con DPCM 25 marzo 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2025. Da quel momento l’Accordo del 22 febbraio 2001 è disapplicato: i corsi già autorizzati possono essere portati a compimento, ma entro 24 mesi le nuove regole devono trovare applicazione ovunque. Chi si iscrive a un corso oggi rientra quindi nel nuovo impianto.
| Aspetto | Accordo 2001 | Accordo 2024 (in vigore) |
|---|---|---|
| Età minima | 17 anni | 18 anni compiuti alla data di iscrizione |
| Durata | 1.000 ore, “annuale” | 1.000 ore, da 9 a 18 mesi |
| Tirocinio | 450 ore | 450 ore, di cui almeno 150 in contesto sanitario |
| Esame finale | Prova teorica + prova pratica | Prova teorica scritta e orale + prova pratica |
| Aggiornamento | Non previsto | Obbligatorio: almeno 1 ora per ogni mese lavorato |
| Inquadramento | Operatore di interesse sanitario | Operatore di interesse sanitario ex art. 1, comma 2, L. 43/2006 |
Una precisazione che vale per centinaia di migliaia di operatori già qualificati: chi ha conseguito l’attestato con il vecchio Accordo non deve rifare nulla. L’articolo 21 stabilisce che la qualifica ottenuta ai sensi dell’Accordo 2001 è equipollente a quella del nuovo. Resta però il nuovo obbligo di formazione continua, che riguarda tutti.
Quali requisiti servono per iscriversi al corso OSS?
Servono due requisiti essenziali: aver compiuto 18 anni alla data di iscrizione e possedere il diploma del primo ciclo di istruzione, cioè la licenza media. Non è richiesto il diploma di scuola superiore, ed è la ragione per cui il corso OSS resta una delle porte d’ingresso più accessibili al lavoro in sanità.
- Titolo di studio estero: serve la dichiarazione di valore (o documento equipollente) e una certificazione di italiano orale e scritto di livello almeno B1. In Valle d’Aosta il requisito linguistico può riguardare il francese, nella Provincia di Bolzano il tedesco.
- Esonero linguistico: chi ha conseguito in Italia il titolo del primo ciclo o un titolo superiore non deve presentare alcuna certificazione.
- Idoneità fisica: è previsto l’accertamento dell’idoneità specifica alla mansione, e agli allievi devono essere proposte le vaccinazioni previste dalla normativa.
- Selezione d’ingresso: i criteri delle prove di ammissione sono definiti dalle singole Regioni. Dove le domande superano i posti si entra per graduatoria, di norma dopo un test.
Quanto dura il corso OSS e com’è strutturato?
Il corso dura almeno 1.000 ore, distribuite in un periodo non inferiore a 9 mesi e non superiore a 18. È diviso in due moduli: uno sulle competenze di base, tutto teorico, e uno professionalizzante che contiene teoria, laboratori e tirocinio.
| Modulo | Ore | Di cui |
|---|---|---|
| Competenze di base | almeno 200 | tutte di teoria |
| Competenze professionalizzanti | almeno 800 | 250 teoria + 100 esercitazioni/laboratori + 450 tirocinio |
| Totale | 1.000 | 450 teoria · 100 laboratorio · 450 tirocinio |
Il tirocinio è la parte che pesa di più, e il nuovo Accordo la irrigidisce: delle 450 ore, almeno 150 devono svolgersi in contesto sanitario, e il percorso deve prevedere più esperienze in ambiti diversi. Chi già lavora in una struttura sanitaria, socio-sanitaria, socio-assistenziale o scolastica può svolgere il tirocinio nella propria sede, ma non oltre il 30% del monte ore complessivo.
Due punti che rispondono alle domande più frequenti. La frequenza è obbligatoria: superato il 10% di assenze sul totale delle ore, il percorso si considera interrotto. E il corso non si può fare interamente online: l’Accordo stabilisce che va privilegiata la formazione in presenza e che la formazione a distanza è ammessa solo entro i limiti previsti dagli accordi vigenti. Diffida di chi ti propone una qualifica OSS “tutta in e-learning”: tirocinio e laboratori, da soli, sono 550 ore in presenza.
Esistono infine percorsi ridotti: le Regioni possono valutare titoli pregressi ed esami già sostenuti e riconoscere crediti formativi che accorciano il corso. Sono espressamente previsti percorsi integrativi per chi ha la qualifica di “operatore dei servizi sociali”, il titolo post-qualifica di “tecnico dei servizi sociali” o il diploma di “tecnico dei servizi socio-sanitari”, e per gli studenti degli istituti professionali a indirizzo servizi per la sanità e l’assistenza sociale.
Quanto costa il corso OSS?
Non esiste un prezzo nazionale: il costo dipende dalla Regione e dal singolo bando. Dove il percorso è finanziato con risorse regionali o europee il corso può essere gratuito o costare solo un contributo di iscrizione; dove non lo è, la quota è a carico del corsista e può arrivare a 1.000 euro, come in Toscana. La base giuridica è l’articolo 24 dell’Accordo, come modificato il 18 dicembre 2024: i corsi sono attuati con le risorse pubbliche disponibili, oppure con oneri a carico dei partecipanti, oppure con entrambe le modalità.
Un esempio concreto e ufficiale è la Toscana, dove la quota di partecipazione è di 1.000 euro per il corso da 1.000 ore e di 500 euro per il corso abbreviato riservato a chi possiede già la qualifica di Addetto all’Assistenza di Base. Per l’anno formativo 2026/27 la Regione ha messo a bando 1.338 posti su 41 corsi, con domande gestite da Estar fino alle ore 12:00 del 14 settembre 2026. Vanno poi considerate le spese accessorie previste dai singoli avvisi, come il contributo per la presentazione della domanda e l’imposta di bollo.
Attenzione a un punto: online circolano “tariffari nazionali” del corso OSS con cifre che vanno da 1.500 a 4.000 euro. Non hanno alcuna base ufficiale e spesso arrivano da scuole private. L’unico dato affidabile è quello scritto nell’avviso della tua Regione o dell’azienda sanitaria che eroga il corso: è lì che devi guardare, prima di iscriverti.
Com’è fatto l’esame finale del corso OSS?
All’esame di qualifica sono ammessi solo i corsisti che hanno riportato valutazioni positive in tutte le materie e nel tirocinio. L’esame consiste in una prova teorica scritta e orale e in una prova pratica, e si intende superato solo se entrambe le prove hanno esito positivo. È una delle novità del nuovo Accordo: prima la prova teorica non era articolata in scritto e orale.
La commissione è nominata dalla Regione ed è presieduta da un suo rappresentante; ne fanno parte un professionista sanitario e uno dell’area socio-sanitaria esterni all’organizzazione del corso, oltre al coordinatore o al tutor e a un docente. Chi supera l’esame ottiene anche gli attestati previsti dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro.
L’attestato di OSS è valido in tutta Italia?
Sì, ed è un equivoco che vale la pena chiarire una volta per tutte. L’attestato di qualifica è rilasciato dalla Regione ed è valido su tutto il territorio nazionale: se ti qualifichi in Campania puoi lavorare in Lombardia senza alcun riconoscimento aggiuntivo. Il vincolo territoriale previsto dall’Accordo riguarda un’altra cosa: formazione, tirocinio ed esame devono svolgersi interamente nella Regione che ha autorizzato il corso. È dove studi che deve essere coerente, non dove lavorerai poi.
Il nuovo Accordo introduce inoltre un obbligo di aggiornamento: gli OSS devono frequentare eventi formativi per almeno un’ora per ogni mese lavorato nell’anno di riferimento, con possibilità di completamento nel triennio successivo.
Come si diventa OSS specializzato (OSSS)?
Oggi non si diventa più OSS specializzato: quel percorso non esiste più. La formazione complementare in assistenza sanitaria, disciplinata dall’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, è stata disapplicata e sostituita dal nuovo profilo di Assistente infermiere, istituito nella stessa seduta del 3 ottobre 2024 (Rep. atti n. 176/CSR), recepito con DPCM del 28 febbraio 2025 e pubblicato nella stessa Gazzetta Ufficiale del 21 giugno 2025. È la seconda novità che manda fuori strada molti candidati.
- Durata del corso: almeno 500 ore in un periodo da 6 a 12 mesi, con almeno 200 ore di teoria, 280 di tirocinio e 20 di esercitazioni e simulazioni.
- Requisiti: qualifica di OSS, diploma di scuola secondaria di secondo grado e almeno 24 mesi di esperienza professionale come OSS.
- Deroga per chi non ha il diploma quinquennale: è ammesso chi ha almeno 5 anni di esperienza come OSS negli ultimi 8, con un modulo teorico propedeutico aggiuntivo di almeno 100 ore.
- Chi ha già l’attestato OSSS: la qualifica conseguita con l’Accordo del 2003 è equipollente a quella di Assistente infermiere, con un aggiornamento delle competenze di almeno 30 ore da svolgere entro tre anni.
In pratica: oggi non ha più senso cercare “il corso per diventare OSSS”. Il percorso di crescita dopo l’OSS è quello di Assistente infermiere, e richiede prima di tutto due anni di lavoro sul campo.
Dopo il corso: come si entra a lavorare nella sanità pubblica
L’attestato di qualifica ti apre il mercato del lavoro, ma non è un posto di lavoro. Nel privato e nelle cooperative si entra con una normale selezione; nella sanità pubblica — ospedali, aziende sanitarie, RSA pubbliche — si entra solo per concorso, e l’attestato di OSS è il requisito di accesso richiesto dai bandi per quel profilo.
È qui che si gioca la partita vera, ed è la parte che molti sottovalutano dopo aver investito un anno nel corso. I concorsi sono banditi dalle singole aziende sanitarie e regioni — a volte in forma aggregata tra più aziende, con la scelta della sede che pesa quanto il punteggio — e le prove sono disciplinate dal DPR 27 marzo 2001, n. 220: di norma una prova scritta, una prova pratica e un colloquio, con soglie di sufficienza fissate a 21/30 per lo scritto e a 14/20 per la prova pratica e per l’orale (la soglia sale a 21/30 per entrambe quando il concorso prevede soltanto la prova pratica e l’orale, senza scritto). Le materie — legislazione sanitaria, igiene, tecniche assistenziali, etica professionale — vanno affrontate con un taglio diverso da quello del corso: quesiti a risposta multipla e casi pratici, non appunti di lezione.
Il nostro strumento per questa fase è il manuale Concorsi OSS e OSSS di Smart Concorsi Editore: teoria essenziale su legislazione sanitaria, anatomia e patologie, tecniche operative ed etica professionale, quiz commentati e simulazioni costruite sul modello delle prove regionali. È già aggiornato all’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024, il quadro che abbiamo appena descritto — un dettaglio non scontato, visto quanti materiali in circolazione citano ancora solo il 2001. Il titolo cita ancora OSS e OSSS perché è la dizione che i bandi continuano a usare per le due declinazioni del profilo: il volume copre entrambe, letta con le regole di oggi. Se il tuo concorso è regionale, guarda anche il manuale dedicato al concorso OSS della Regione Puglia.
Da dove partire, in ordine
- Cerca l’avviso della tua Regione o dell’azienda sanitaria del territorio: è l’unico documento che ti dice posti, scadenze, costo reale e modalità di selezione.
- Verifica se hai diritto a un percorso ridotto: con una qualifica sociale o socio-sanitaria pregressa puoi ottenere crediti formativi e accorciare il corso.
- Preparati alla selezione d’ingresso, se la tua Regione la prevede: di norma è un test con comprensione del testo, logica e cultura generale.
- Non aspettare la fine del corso per pensare al concorso. Le materie concorsuali si studiano in parallelo al tirocinio: chi arriva al primo bando già preparato parte con mesi di vantaggio su chi comincia dopo la qualifica. Se non sai da che parte iniziare, vedi come studiare per un concorso pubblico.
Se vuoi approfondire la fase successiva, trovi tutto nella guida ai concorsi OSS e OSSS: requisiti, prove e come prepararsi e nella pagina dedicata al concorso OSS. Se invece ti interessano anche i profili amministrativi della sanità, vedi concorsi amministrativi nella sanità. Tutti i volumi sono nel catalogo dei manuali, costruiti secondo il nostro metodo editoriale.
Articolo aggiornato al 13 agosto 2026. Fonti: Accordo Stato-Regioni Rep. atti n. 175/CSR del 3 ottobre 2024 e Rep. atti n. 176/CSR del 3 ottobre 2024, come modificati il 18 dicembre 2024; DPCM di recepimento pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2025; portale della Regione Toscana per i dati sui corsi 2026/27.
Domande frequenti su come diventare OSS
Il corso ha una durata complessiva di almeno 1.000 ore, da svolgere in un periodo non inferiore a 9 mesi e non superiore a 18. Sono 450 ore di teoria, 100 di esercitazioni e laboratori e 450 di tirocinio, di cui almeno 150 in contesto sanitario.
È sufficiente il diploma del primo ciclo di istruzione, cioè la licenza media. Non serve il diploma di scuola superiore. L’altro requisito è aver compiuto 18 anni alla data di iscrizione al corso: con il precedente Accordo del 2001 bastavano 17 anni.
Dipende dalla Regione e dal singolo bando: l’Accordo Stato-Regioni prevede che i corsi siano attuati con risorse pubbliche, con oneri a carico dei partecipanti o con entrambe le modalità. In Toscana, per esempio, la quota di partecipazione è di 1.000 euro per il corso da 1.000 ore e di 500 euro per quello abbreviato.
Sì, dove la Regione finanzia il percorso con risorse proprie o con fondi europei il corso può essere gratuito o richiedere solo un contributo di iscrizione. Non è però una regola nazionale: l’unico documento che dice quanto paghi davvero è l’avviso della tua Regione o dell’azienda sanitaria che eroga il corso.
Sì. L’attestato di qualifica è rilasciato dalla Regione o dalla Provincia autonoma ed è valido su tutto il territorio nazionale, senza bisogno di alcun riconoscimento aggiuntivo per lavorare altrove. Il vincolo territoriale riguarda solo il corso: formazione, tirocinio ed esame devono svolgersi nella Regione che ha autorizzato il percorso.
No, non interamente. L’Accordo stabilisce che va privilegiata la formazione in presenza e che la formazione a distanza è ammessa solo entro i limiti previsti dagli accordi vigenti. Le 450 ore di tirocinio e le 100 di laboratorio si svolgono necessariamente in presenza, con frequenza obbligatoria e un tetto di assenze del 10%.
L’OSS si qualifica con il corso da 1.000 ore. L’OSS specializzato (OSSS) si otteneva con un modulo di formazione complementare in assistenza sanitaria, disciplinato dall’Accordo del 16 gennaio 2003: quel percorso è stato disapplicato e sostituito dal profilo di Assistente infermiere, che richiede la qualifica di OSS, il diploma di scuola superiore e almeno 24 mesi di esperienza.
No. L’articolo 21 dell’Accordo del 3 ottobre 2024 stabilisce che la qualifica ottenuta con il precedente Accordo del 22 febbraio 2001 è equipollente a quella attuale. Resta però il nuovo obbligo di aggiornamento, pari ad almeno un’ora di formazione per ogni mese lavorato nell’anno di riferimento.
