
Il concorso RIPAM Coesione 2026 mette a bando 882 posti a tempo indeterminato per il profilo di Specialista tecnico nell’Area dei funzionari, destinati a Regioni, Città metropolitane, Province, Unioni di comuni e Comuni di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le domande, solo sul Portale inPA, si sono chiuse il 23 settembre 2026 alle ore 23:59: ora si attende la pubblicazione su inPA del calendario della prova scritta. Si accede con laurea magistrale o anche solo con la laurea triennale in una delle classi tecniche indicate dal bando. La selezione è una sola prova scritta: 40 quesiti a risposta multipla in 60 minuti, superata con almeno 21 punti su 30. Non ci sono preselezione né prova orale.
In sintesi
- Chi bandisce: Commissione interministeriale RIPAM con Formez PA, per il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri.
- Posti: 882 Specialisti tecnici a tempo indeterminato, Area dei funzionari, CCNL Funzioni locali 2019-2021.
- Dove: enti locali di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Si sceglie un solo codice regionale.
- Titolo di studio: laurea magistrale in 12 classi tecniche oppure laurea triennale in 5 classi (L-7, L-17, L-21, L-23, L-32).
- Età: maggiore età, nessun limite massimo oltre a quello per il collocamento a riposo.
- Domande: chiuse il 23 settembre 2026, ore 23:59 (termine non prorogato). Prossimo passo: il calendario della prova, pubblicato su inpa.gov.it almeno 15 giorni prima.
- Serve una PEC intestata al candidato e il versamento di 10 euro di contributo, non rimborsabile.
- Prova: una sola prova scritta digitale, 40 quesiti in 60 minuti, massimo 30 punti. Soglia: 21/30.
- Penalità: −0,25 per ogni risposta errata sui primi 33 quesiti. Sui 7 quesiti situazionali non c’è penalità.
- Dopo l’assunzione: corso di formazione sulle politiche di coesione fino a 3 mesi, con borsa di 1.000 euro lordi mensili.
Pagina aggiornata al 24 settembre 2026.
Che cos’è il concorso RIPAM Coesione 2026?
È un concorso pubblico su base territoriale, per esami, indetto dalla Commissione interministeriale RIPAM per reclutare 882 funzionari tecnici da assegnare agli enti locali di sette Regioni del Mezzogiorno. Il bando è stato firmato il 5 agosto 2026 ed è stato pubblicato sul Portale inPA il 24 agosto 2026, facendo scattare i 30 giorni per candidarsi.
La particolarità sta nella destinazione delle risorse assunte: l’articolo 1 del bando prevede che le 882 unità siano adibite esclusivamente ad attività direttamente afferenti alle politiche di coesione europee. In concreto significa progettare e realizzare opere pubbliche, infrastrutture ed edilizia finanziate dai fondi strutturali, e verificare che i progetti finanziati siano conformi ai regolamenti europei e alla normativa nazionale. È il motivo per cui il programma d’esame mette accanto alla tecnica delle costruzioni e all’urbanistica anche i regolamenti UE sui fondi.
La procedura è gestita dalla Commissione RIPAM con il supporto di Formez PA, mentre la commissione esaminatrice è nominata dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Quanti posti ci sono e come sono distribuiti?
Gli 882 posti sono ripartiti fra sette Regioni, ognuna con un proprio codice di concorso. Si può presentare domanda per un solo codice: la scelta della Regione è quindi la decisione più importante di tutta la candidatura, perché determina la graduatoria in cui si finisce e quanto è affollata.
| Regione | Codice concorso | Posti |
|---|---|---|
| Sicilia | ST/SIC | 269 |
| Campania | ST/CAM | 237 |
| Puglia | ST/PUG | 168 |
| Calabria | ST/CAL | 104 |
| Sardegna | ST/SAR | 61 |
| Basilicata | ST/BAS | 35 |
| Molise | ST/MOL | 8 |
| Totale | ST | 882 |
All’interno di ciascuna Regione i posti sono già assegnati ente per ente: l’Allegato 1 del bando elenca nel dettaglio Regioni, Province, Città metropolitane, Unioni di comuni e singoli Comuni destinatari, con il numero di unità per ciascuno. La grande maggioranza dei posti è nei Comuni. La sede vera e propria, però, si sceglie dopo: i vincitori indicano le preferenze e vengono assegnati secondo l’ordine di graduatoria.
Chi può partecipare al concorso RIPAM Coesione?
Possono partecipare i cittadini italiani e chi rientra nell’articolo 38 del D.Lgs. 165/2001 (cittadini UE, titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria). L’unico requisito anagrafico è la maggiore età: non c’è un limite massimo, se non quello previsto per il collocamento a riposo.
Gli altri requisiti richiesti a tutti sono: godimento dei diritti civili e politici, non essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo, non essere stati destituiti, dispensati o licenziati da una pubblica amministrazione né dichiarati decaduti per documenti falsi, assenza di condanne passate in giudicato ostative all’assunzione, e idoneità fisica allo specifico impiego. Tutti i requisiti devono essere posseduti sia alla scadenza del termine per la domanda sia al momento della firma del contratto.
Che laurea serve per partecipare?
Il bando ammette sia le lauree magistrali sia le lauree triennali, e questa è la notizia più rilevante per chi valuta la candidatura: per cinque classi di laurea basta il titolo triennale, senza bisogno della magistrale.
| Tipo di titolo | Classi ammesse |
|---|---|
| Laurea magistrale (LM) | LM-3 Architettura del paesaggio · LM-4 Architettura e ingegneria edile-architettura · LM-22 Ingegneria chimica · LM-23 Ingegneria civile · LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi · LM-26 Ingegneria della sicurezza · LM-27 Ingegneria delle telecomunicazioni · LM-28 Ingegneria elettrica · LM-30 Ingegneria energetica e nucleare · LM-35 Ingegneria per l’ambiente e il territorio · LM-48 Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale · LM-75 Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio |
| Laurea triennale (L) | L-7 Ingegneria civile e ambientale · L-17 Scienze dell’architettura · L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale · L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia · L-32 Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura |
Chi ha conseguito il titolo all’estero è ammesso con riserva, a condizione di aver chiesto la dichiarazione di equipollenza a un ateneo italiano o di equivalenza al Dipartimento della funzione pubblica. La dichiarazione va richiesta anche se era già stata ottenuta per altri concorsi: la modulistica è su funzionepubblica.gov.it.
Com’è fatta la prova d’esame?
C’è una sola prova scritta, uguale per tutti i codici di concorso: 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti, per un punteggio massimo di 30 punti. Non è prevista alcuna preselezione e non c’è la prova orale. La prova si svolge esclusivamente con strumenti informatici e piattaforme digitali, anche in sedi decentrate e in più sessioni consecutive non contestuali.
| Tipo di quesito | Numero | Punteggio |
|---|---|---|
| Materie tecnico-professionali (comprese inglese B1 e competenze digitali) | 25 | +0,75 · errata −0,25 · non data 0 |
| Logico-deduttivi e ragionamento critico-verbale | 8 | +0,75 · errata −0,25 · non data 0 |
| Situazionali (comportamento organizzativo) | 7 | più efficace +0,75 · neutra +0,375 · meno efficace 0 |
| Totale | 40 | Massimo 30 punti · soglia 21/30 |
Vale la pena leggere questi numeri fino in fondo, perché cambiano il modo in cui si affronta il test. La soglia di 21 punti equivale a 28 risposte esatte su 40 se non si commettono errori (28 × 0,75 = 21). Ogni risposta sbagliata costa 0,25 punti, quindi tre errori cancellano una risposta esatta: sui primi 33 quesiti, quando non si ha davvero idea, lasciare in bianco conviene. Sui 7 quesiti situazionali vale il contrario: non c’è penalità e persino la risposta “neutra” vale mezzo punto pieno, quindi non ha alcun senso lasciarne uno senza risposta.
Il tempo è l’altro vincolo serio: 60 minuti per 40 quesiti significano 90 secondi a domanda, tutto compreso. È un ritmo che si costruisce solo esercitandosi a cronometro, non leggendo manuali.
Data e sede della prova saranno pubblicate sul Portale inPA almeno 15 giorni prima: al 24 settembre 2026 il calendario non è ancora uscito. Alla prova ci si presenta con un documento di riconoscimento valido, il codice fiscale e la ricevuta di presentazione della domanda; l’assenza, per qualsiasi motivo, comporta l’esclusione.
Quali materie bisogna studiare?
I 25 quesiti tecnico-professionali coprono tredici ambiti elencati dall’articolo 6 del bando. È un programma ampio ma molto caratterizzato: ruota attorno alla gestione del territorio, alle opere pubbliche e ai fondi europei.
- Regolamenti comunitari sui fondi strutturali, con particolare riferimento ai Regolamenti (UE) 2021/1057, 2021/1058 e 2021/1060 — abbiamo spiegato in dettaglio che cosa contengono i tre regolamenti UE sui fondi strutturali e quali dati finiscono nei quesiti.
- Normativa su rischio idrogeologico e sismico, valutazione ambientale, lavori pubblici e gestione del territorio.
- Normativa sulla tutela della salute e della sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro.
- Progettazione e manutenzione delle infrastrutture viarie e relative norme tecniche.
- Tecnica delle costruzioni.
- Pianificazione urbanistica del territorio.
- Sistemi di realizzazione dei lavori pubblici.
- Tutela e valorizzazione dei beni culturali.
- Legislazione nazionale e regionale in materia di edilizia e urbanistica.
- Nozioni di estimo, catasto e topografia.
- Occupazione ed espropriazione per pubblica utilità.
- Lingua inglese livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento.
- Tecnologie informatiche, ICT e competenze digitali.
Gli altri 15 quesiti non si studiano sui codici: 8 misurano il ragionamento logico-deduttivo e critico-verbale e 7 sono quesiti situazionali, che descrivono una situazione concreta di lavoro e chiedono di scegliere, fra alternative predefinite, il corso d’azione più adeguato. Su questi ultimi non esiste una materia da ripassare: si migliora solo allenandosi sul formato e capendo la logica con cui vengono costruite le alternative.
Come funzionano riserve e graduatorie?
Le graduatorie finali di merito sono una per ciascun codice regionale e si formano sul solo punteggio della prova scritta: non ci sono titoli da far valutare, né una prova orale che possa spostare la posizione. Titoli di preferenza e riserve intervengono soltanto in fase di formazione della graduatoria.
| Riserva | Quota | A chi si applica |
|---|---|---|
| Persone con disabilità (L. 68/1999) | 10% | Riservata per ciascun ambito territoriale |
| Volontari delle Forze armate | 30% | Ferma breve o prefissata congedati senza demerito, volontari in servizio permanente, ufficiali di complemento e in ferma prefissata |
| Servizio civile universale o nazionale | 15% | Operatori volontari che hanno concluso il servizio senza demerito |
| Personale a tempo determinato | fino al 40% | Chi, alla data di pubblicazione del bando, ha svolto almeno 36 mesi di servizio ai sensi del D.L. 80/2021 |
Le quote non si sommano liberamente: il totale delle riserve non può superare la metà dei posti messi a concorso in ciascun ambito regionale, e in caso di sforamento le riserve per volontari delle Forze armate e servizio civile vengono ridotte proporzionalmente. A parità di punteggio si applica l’ordine di preferenza dell’articolo 5 del D.P.R. 487/1994, che parte dagli insigniti di medaglia al valor militare e civile e si chiude, come ultimo criterio, con la minore età anagrafica. Attenzione a un punto pratico: i titoli di preferenza e le riserve vanno dichiarati nella domanda, perché quelli non dichiarati non vengono presi in considerazione.
Come e quando si presenta la domanda?
Termini scaduti. Le domande si sono chiuse il 23 settembre 2026 alle ore 23:59 e non sono state riaperte: non è più possibile candidarsi. Se hai inviato la domanda, tieni d’occhio la tua area personale su inPA e la PEC, perché è lì che arriveranno data e sede della prova. La procedura qui sotto resta come riferimento.
La domanda si presenta esclusivamente online sul Portale inPA, entro il 23 settembre 2026 alle ore 23:59. Il termine è perentorio: allo scadere, il portale chiude l’accesso alla procedura e non è più possibile inviare nulla. Se si inviano più domande, vale solo l’ultima in ordine cronologico, che revoca automaticamente le precedenti.
- Registrati su inPA e compila il curriculum vitae, che ha valore di dichiarazione sostitutiva di certificazione.
- Autenticati con SPID, CIE, CNS o identità digitale eIDAS.
- Indica il codice di concorso della Regione scelta: uno solo, e non è modificabile se non reinviando l’intera domanda.
- Dichiara requisiti, riserve e titoli di preferenza negli appositi spazi. Quelli non dichiarati non contano.
- Versa il contributo di 10 euro secondo le indicazioni del portale, entro la stessa scadenza. Non è rimborsabile.
- Scarica la ricevuta al termine dell’invio: serve anche il giorno della prova.
Per candidarsi serve una casella PEC intestata al candidato o un domicilio digitale: è il canale su cui si ricevono le comunicazioni. Se non ne hai una, attivala prima di iniziare, perché senza non si chiude la candidatura. I candidati con disabilità o con diagnosi di DSA devono richiedere ausili, misure compensative o tempi aggiuntivi nel modulo di domanda, allegando in PDF la certificazione della commissione medico-legale dell’ASL o di equivalente struttura pubblica; i tempi aggiuntivi non superano comunque il 50% del tempo previsto. Alle candidate in stato di gravidanza o allattamento è garantita la partecipazione, anche con prove asincrone.
Un’ultima avvertenza operativa dal bando: le richieste di assistenza informatica si inviano solo dal modulo presente su inPA, e il portale non garantisce risposta a quelle inviate nei tre giorni prima della scadenza. Tradotto: non ridursi all’ultima settimana.
Che cosa succede dopo la prova scritta?
Superata la prova, la commissione redige le graduatorie per ciascun codice regionale, che la Commissione RIPAM valida e pubblica sul Portale inPA e sul sito del Dipartimento per le politiche di coesione. I vincitori scelgono l’amministrazione fra quelle dell’Allegato 1, secondo l’ordine di graduatoria: chi non effettua la scelta viene assegnato d’ufficio alle sedi vacanti, e rinunciare alla sede assegnata equivale a rinunciare all’assunzione.
Ci sono tre elementi che è bene conoscere prima di candidarsi:
- Corso di formazione obbligatorio. I vincitori frequentano un corso sulle politiche di coesione di durata non superiore a tre mesi, con una borsa di studio di 1.000 euro lordi mensili, corrisposta dall’amministrazione di assegnazione dopo l’assunzione.
- Vincolo di permanenza fino al 31 dicembre 2029. Fino a quella data il personale assunto non può accedere alla mobilità né essere utilizzato presso amministrazioni diverse da quella di prima assegnazione tramite comando o distacco.
- Elenco degli idonei. Chi supera la prova ma resta oltre i posti disponibili è iscritto in un elenco tenuto dal Dipartimento per le politiche di coesione, al quale altre amministrazioni pubbliche possono attingere per assunzioni a tempo indeterminato nell’area dei funzionari. È inoltre previsto lo scorrimento verso ambiti territoriali confinanti per i posti non assegnati.
Contro la graduatoria è ammesso ricorso al TAR del Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione, oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Come prepararsi al concorso RIPAM Coesione 2026
Se è il tuo primo concorso gestito dalla Commissione RIPAM, parti dalla nostra guida su che cosa sono i concorsi RIPAM e come funzionano: chi fa che cosa nella procedura, come sono costruite le prove digitali e perché la penalità per le risposte sbagliate cambia la strategia d’esame.
Con una sola prova che vale tutto, la preparazione ha un obiettivo molto preciso: arrivare a rispondere correttamente a 28 quesiti su 40 in 60 minuti. Non serve la profondità di un esame universitario, serve copertura ampia e velocità di riconoscimento. Tre priorità, in ordine:
- I regolamenti UE sui fondi (2021/1057, 2021/1058, 2021/1060). Sono la parte più caratterizzante e quella che molti candidati tecnici non hanno mai studiato: è lì che si costruisce il vantaggio. Parti dalla guida su cosa studiare dei regolamenti UE sui fondi strutturali.
- Il blocco lavori pubblici, sicurezza nei cantieri ed edilizia-urbanistica. Pesa molto sui 25 quesiti tecnici ed è il terreno più familiare a chi arriva da ingegneria, architettura o pianificazione.
- Logica e quesiti situazionali. Valgono 15 quesiti su 40, cioè oltre un terzo del punteggio, e sono i più sottovalutati. Si recuperano solo con l’allenamento sul formato.
Il manuale dedicato al concorso RIPAM Coesione 2026
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È costruito sulla prova reale: un capitolo intero sulla strategia di risposta con la penalità di −0,25 e i novanta secondi a quesito, e due capitoli su logica e quesiti situazionali, che da soli valgono 15 quesiti su 40. Con l’acquisto è incluso l’accesso a Smart Aula: SMART Podcast, mappe concettuali, simulatore d’esame con oltre 1.000 quiz, simulazioni a tempo, risposte commentate, le sette schede regionali e le dispense di inglese e informatica.
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Avvisi sul concorso RIPAM Coesione 2026
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Link ufficiali
- inPA — Concorso RIPAM Coesione 2026: bando integrale, Allegato 1 e Allegato 2
- Portale inPA — registrazione e presentazione della domanda
- Dipartimento per le politiche di coesione — Presidenza del Consiglio dei ministri
- Dipartimento della funzione pubblica — equivalenza dei titoli conseguiti all’estero
- Assistenza ai candidati: modulo di assistenza sul Portale inPA · PEC protocollo@pec.formez.it (solo per i casi previsti dall’art. 4 del bando)
Domande frequenti sul concorso RIPAM Coesione 2026
Il bando mette a concorso 882 posti a tempo indeterminato per il profilo di Specialista tecnico, nell’Area dei funzionari del CCNL Funzioni locali. Sono ripartiti su sette Regioni: Sicilia 269, Campania 237, Puglia 168, Calabria 104, Sardegna 61, Basilicata 35 e Molise 8.
No. Le domande si sono chiuse il 23 settembre 2026 alle ore 23:59 sul Portale inPA e il termine non è stato prorogato. Chi si è candidato riceverà le comunicazioni su inPA e via PEC, a partire dal calendario della prova scritta.
Sì, per cinque classi basta la laurea triennale: L-7, L-17, L-21, L-23 e L-32. In alternativa sono ammesse dodici lauree magistrali di area tecnica: LM-3, LM-4, LM-22, LM-23, LM-24, LM-26, LM-27, LM-28, LM-30, LM-35, LM-48 e LM-75, oltre ai titoli equiparati secondo la normativa vigente.
No. L’unico requisito anagrafico previsto dal bando è la maggiore età. Non è fissato alcun limite massimo, salvo quello previsto dalla normativa per il collocamento a riposo d’ufficio.
C’è una sola prova scritta digitale: 40 quesiti a risposta multipla in 60 minuti, per un massimo di 30 punti. Sono 25 quesiti sulle materie tecniche, 8 logico-deduttivi e critico-verbali e 7 situazionali. La prova si supera con almeno 21 punti su 30.
Sì, ma non su tutti i quesiti. Sui primi 33 quesiti la risposta esatta vale +0,75, quella errata −0,25 e quella non data 0: tre errori cancellano una risposta esatta. Sui 7 quesiti situazionali non c’è alcuna penalità e la risposta neutra vale comunque +0,375, quindi conviene rispondere sempre.
No. La domanda si può presentare per un solo codice di concorso, cioè per una sola Regione fra Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Ogni codice ha una graduatoria distinta, formata sul solo punteggio della prova scritta.
La data della prova non è indicata nel bando e al 24 settembre 2026 non è ancora stata comunicata: sarà pubblicata sul Portale inPA almeno 15 giorni prima dello svolgimento. Non è prevista alcuna preselezione e non c’è la prova orale: la graduatoria si forma esclusivamente sul punteggio della prova scritta.

