I regolamenti UE sui fondi strutturali che devi studiare per il concorso RIPAM Coesione 2026 — 882 posti da Specialista tecnico negli enti locali di sette regioni del Sud, domande chiuse il 23 settembre 2026 — sono tre, e il bando li indica per nome: il Regolamento (UE) 2021/1060, il Regolamento (UE) 2021/1058 e il Regolamento (UE) 2021/1057. Sono la prima delle tredici voci del programma d’esame elencate dall’articolo 6 del bando e concorrono ai 25 quesiti tecnici della prova insieme a urbanistica, tecnica delle costruzioni, lavori pubblici e alle altre voci — comprese la lingua inglese di livello B1 e le competenze digitali, che dentro quei 25 quesiti ci stanno anch’esse.
È anche la parte del programma che spiazza di più. Chi arriva da ingegneria, architettura o pianificazione ha già studiato le costruzioni e il territorio: quasi nessuno ha mai aperto un regolamento europeo. Ed è proprio lì che si costruisce il vantaggio, perché la distanza fra chi li ha studiati e chi li ha saltati si vede quesito per quesito.
In questa guida trovi che cosa contiene ciascuno dei tre regolamenti, quali concetti si prestano davvero a un quesito a risposta multipla e un avvertimento che vale più di parecchie ore di studio: il testo del 2021 non è più quello in vigore.

Aggiornato a settembre 2026.
In sintesi
- I tre regolamenti citati dall’art. 6 del bando: 2021/1060 (disposizioni comuni), 2021/1058 (FESR e Fondo di coesione), 2021/1057 (FSE+).
- Il 2021/1060 è il regolamento-quadro: fissa obiettivi strategici, gestione concorrente, condizioni abilitanti, autorità del programma e tassi di cofinanziamento.
- Cinque obiettivi strategici (art. 5): un’Europa più competitiva e intelligente, più verde, più connessa, più sociale e inclusiva, più vicina ai cittadini.
- Il Fondo di coesione sostiene solo gli OS 2 e 3 (art. 3, paragrafo 3, Reg. 2021/1058): è la differenza con il FESR che torna più spesso.
- Tassi di cofinanziamento (art. 112): fino all’85% per le regioni meno sviluppate, poi 70, 60, 50 e 40% per le altre categorie; Fondo di coesione fino all’85%.
- FSE+: almeno il 25% delle risorse all’inclusione sociale e almeno il 3% alle persone indigenti (art. 7).
- La prova vale 30 punti e si supera con 21/30: ogni risposta esatta vale +0,75, ogni errata −0,25 sui primi 33 quesiti.
- ⚠️ Tutti e tre i regolamenti sono stati modificati più volte: si studia la versione consolidata, non il testo pubblicato il 30 giugno 2021.

I regolamenti UE sono una sola delle tredici voci del programma dell’articolo 6. Il manuale RIPAM Coesione di Smart Concorsi Editore le copre tutte: 304 pagine, una Parte intera sulla politica di coesione e sui fondi europei, 250 quiz commentati e il simulatore online incluso.
Quali regolamenti UE sui fondi strutturali chiede il bando del concorso RIPAM Coesione?
L’articolo 6 del bando apre il programma d’esame con i «regolamenti comunitari in materia di fondi strutturali con particolare riferimento al Regolamento (UE) 2021/1057, al Regolamento (UE) 2021/1058, al Regolamento (UE) 2021/1060». Sono tre atti del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021, pubblicati tutti nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 231 del 30 giugno 2021.
Due dettagli contano. Il primo: la formula è «con particolare riferimento», quindi i tre regolamenti sono il nucleo indicato, non un elenco blindato — la materia resta «i regolamenti comunitari in materia di fondi strutturali». Il secondo: il bando non cita il Regolamento (UE) 2021/1056 sul Fondo per una transizione giusta (JTF), che però compare dentro il 2021/1060 e quindi lo incontrerai comunque.
| Regolamento | Che cos’è | Che cosa ci trovi |
|---|---|---|
| (UE) 2021/1060 | Regolamento sulle disposizioni comuni | Obiettivi strategici, programmazione, condizioni abilitanti, autorità, controlli, cofinanziamento |
| (UE) 2021/1058 | FESR e Fondo di coesione | Obiettivi specifici, ambito d’intervento, concentrazione tematica, esclusioni |
| (UE) 2021/1057 | Fondo sociale europeo Plus (FSE+) | Obiettivi specifici su occupazione, istruzione e inclusione, quote minime di risorse |
Che cos’è il Regolamento (UE) 2021/1060 e perché è il più importante?
Il Regolamento (UE) 2021/1060 è il regolamento sulle disposizioni comuni: detta le regole valide per tutti i fondi della politica di coesione. È il più lungo dei tre ed è quello da cui si ricava la maggior parte dei quesiti, perché contiene l’architettura del sistema: chi programma, chi gestisce, chi controlla e con quali soldi.
Il suo articolo 1 distingue due livelli. Stabilisce le disposizioni finanziarie per un insieme ampio di fondi — FESR, FSE+, Fondo di coesione, JTF, FEAMPA, e poi AMIF, Fondo Sicurezza interna e lo Strumento per la gestione delle frontiere e i visti — e le disposizioni comuni per i primi cinque. Tradotto: non tutte le regole si applicano a tutti i fondi allo stesso modo, ed è una distinzione che si presta bene a un quesito.
Che cos’è la gestione concorrente?
La gestione concorrente è il regime in cui la parte del bilancio dell’Unione assegnata ai fondi viene eseguita insieme da Stati membri e Commissione: lo stabilisce l’articolo 7 del Regolamento (UE) 2021/1060, e sono gli Stati membri a preparare e attuare i programmi «al livello territoriale appropriato», secondo il proprio quadro istituzionale, giuridico e finanziario.
Chi fa parte del partenariato?
Il partenariato e la governance a più livelli sono l’altro principio d’apertura (art. 8): per l’accordo di partenariato e per ogni programma lo Stato organizza un partenariato che include almeno quattro categorie di partner.
- le autorità a livello regionale, locale, cittadino e le altre autorità pubbliche;
- le parti economiche e sociali;
- gli organismi che rappresentano la società civile (partner ambientali, ONG, organismi per l’inclusione sociale, i diritti fondamentali, i diritti delle persone con disabilità, la parità di genere e la non discriminazione);
- le organizzazioni di ricerca e le università, se del caso.
Il partenariato opera «in conformità del principio della governance a più livelli e seguendo un approccio dal basso verso l’alto»: è la formula esatta del regolamento, e formule del genere finiscono spesso in un quesito a completamento.
Quali sono i cinque obiettivi strategici della politica di coesione?
I cinque obiettivi strategici della politica di coesione 2021-2027 sono fissati dall’articolo 5, paragrafo 1 del Regolamento (UE) 2021/1060 e valgono per FESR, FSE+, Fondo di coesione e FEAMPA: un’Europa più competitiva e intelligente, più verde, più connessa, più sociale e inclusiva, più vicina ai cittadini. Se devi memorizzare una sola cosa di tutto il regolamento, memorizza questa: è la griglia su cui si appende tutto il resto.
- Un’Europa più competitiva e intelligente, attraverso la trasformazione economica innovativa e la connettività regionale alle TIC.
- Un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio, in transizione verso un’economia a zero emissioni nette: energia pulita, investimenti verdi e blu, economia circolare, adattamento ai cambiamenti climatici, gestione e prevenzione dei rischi, mobilità urbana sostenibile.
- Un’Europa più connessa, attraverso il rafforzamento della mobilità.
- Un’Europa più sociale e inclusiva, attraverso l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali.
- Un’Europa più vicina ai cittadini, attraverso lo sviluppo sostenibile e integrato di tutti i tipi di territorio e le iniziative locali.
Il JTF sta a parte: sostiene un obiettivo specifico proprio, cioè consentire alle regioni e alle persone di affrontare gli effetti sociali, occupazionali, economici e ambientali della transizione verso gli obiettivi 2030 per l’energia e il clima e verso un’economia climaticamente neutra entro il 2050.
Non confondere gli obiettivi strategici con gli obiettivi della politica di coesione del paragrafo 2 dello stesso articolo, che sono due soli: «Investimenti a favore dell’occupazione e della crescita», sostenuto da FESR, FSE+, Fondo di coesione e JTF, e «Cooperazione territoriale europea» (Interreg), sostenuto dal solo FESR. È una delle confusioni più facili da indurre in un quesito.
Che cosa finanzia il FESR e che cosa il Fondo di coesione?
Il Regolamento (UE) 2021/1058 disciplina sia il FESR sia il Fondo di coesione, ma con un perimetro diverso: il FESR sostiene tutti e cinque gli obiettivi strategici, declinati in obiettivi specifici (OS 1, OS 2, OS 3, OS 4, OS 5), mentre il Fondo di coesione sostiene il conseguimento dei soli OS 2 e OS 3 — quello verde e quello della mobilità (art. 3, paragrafo 3).
L’ambito d’intervento del FESR (art. 5) è l’elenco di ciò che il fondo può pagare: investimenti in infrastrutture; ricerca applicata e innovazione; investimenti per l’accesso ai servizi; investimenti produttivi nelle PMI e per mantenere o creare posti di lavoro; attrezzature, software e attività immateriali; creazione di reti, cooperazione e scambio di esperienze; informazione, comunicazione e studi; assistenza tecnica. Per chi lavorerà su opere pubbliche negli enti locali, la prima voce è quella che conta.
Ancora più utile in sede di quiz è l’articolo 7, che elenca ciò che FESR e Fondo di coesione non possono sostenere. È un elenco chiuso e si presta alla domanda classica: «quale di questi investimenti non può essere finanziato?».
| Esclusione (art. 7, Reg. 2021/1058) | Eccezioni previste |
|---|---|
| Smantellamento o costruzione di centrali nucleari | Nessuna |
| Investimenti per ridurre le emissioni di gas serra da attività dell’allegato I della direttiva 2003/87/CE | Nessuna |
| Fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco | Nessuna |
| Imprese in difficoltà (art. 2, punto 18, Reg. 651/2014) | Aiuti de minimis o norme temporanee per circostanze eccezionali |
| Infrastrutture aeroportuali | Regioni ultraperiferiche; aeroporti regionali esistenti, per mitigazione ambientale o sicurezza e gestione del traffico aereo |
| Smaltimento dei rifiuti in discarica | Regioni ultraperiferiche in casi giustificati; dismissione, riconversione o messa in sicurezza di discariche esistenti senza aumentarne la capacità |
| Aumento della capacità degli impianti di trattamento dei rifiuti residui | Regioni ultraperiferiche in casi giustificati; tecnologie di recupero materiali per l’economia circolare |
| Combustibili fossili (produzione, trasporto, distribuzione, stoccaggio, combustione) | Casi tassativi, fra cui la sostituzione di impianti di riscaldamento a combustibili fossili solidi |
Il collegamento con il resto del programma è diretto: gli investimenti che il FESR finanzia diventano appalti, e il codice dei contratti è l’altra faccia della stessa materia — ne parliamo nella guida al Codice dei contratti pubblici nei concorsi. Teoria, quiz commentati e simulatore per tutte le voci dell’articolo 6 sono nel manuale RIPAM Coesione di Smart Concorsi Editore.
Che cosa finanzia il FSE+?
Il Regolamento (UE) 2021/1057 istituisce il Fondo sociale europeo Plus, che interviene su tre settori: occupazione e mobilità professionale, istruzione e formazione, inclusione sociale compresa l’eliminazione della povertà. Contribuisce quindi soprattutto all’obiettivo strategico di un’Europa più sociale e inclusiva.
La parte che finisce più spesso nei quesiti non sono gli obiettivi, ma le quote minime di risorse che l’articolo 7 impone agli Stati membri sulla componente in gestione concorrente. Sono numeri secchi, facilissimi da chiedere.
| Quota minima | Destinazione | A chi si applica |
|---|---|---|
| 25% | Obiettivi specifici dell’inclusione sociale | Tutti gli Stati membri |
| 3% | Sostegno alle persone indigenti | Tutti gli Stati membri |
| 5% | Contrasto alla povertà infantile | Stati sopra la media UE di minori di 18 anni a rischio di povertà o esclusione (dati Eurostat 2017-2019) |
| 12,5% | Occupazione giovanile e istruzione di seconda opportunità | Stati sopra la media UE di giovani 15-29 anni NEET (dati Eurostat 2017-2019) |
| 0,25% | Sviluppo delle capacità delle parti sociali e della società civile | Stati con una raccomandazione specifica per paese in materia |
Chi gestisce i fondi e chi sceglie i progetti?
Per ciascun programma lo Stato membro individua un’autorità di gestione e un’autorità di audit (art. 71 del Reg. 2021/1060). Se la funzione contabile è affidata a un organismo diverso dall’autorità di gestione, anche quell’organismo è un’autorità del programma. Le stesse autorità possono seguire più programmi.
- L’autorità di audit è sempre un’autorità pubblica. Le attività di audit possono essere svolte da un organismo pubblico o privato sotto la sua responsabilità, purché funzionalmente indipendente dai soggetti sottoposti ad audit.
- L’autorità di gestione può individuare uno o più organismi intermedi, con accordi registrati per iscritto.
- Vale sempre il principio della separazione delle funzioni, fra le autorità del programma e al loro interno.
Chi sceglie i progetti da finanziare?
L’articolo 73 è quello che tocca il lavoro vero di un ente locale, perché descrive come l’autorità di gestione seleziona le operazioni: criteri e procedure non discriminatori e trasparenti, accessibilità per le persone con disabilità, parità di genere, rispetto della Carta dei diritti fondamentali e del principio di sviluppo sostenibile. E un obbligo molto concreto: per le operazioni che comportano investimenti in infrastrutture o investimenti produttivi, l’autorità verifica che il beneficiario abbia le risorse per coprire i costi di gestione e manutenzione. È il motivo per cui, nella pratica, un Comune deve dimostrare di poter mantenere l’opera che chiede di finanziare.
Quali regole del 2021/1060 tornano più spesso nei quesiti?
Le regole del Regolamento (UE) 2021/1060 che tornano più spesso nei quesiti sono quelle con un numero, una data o un elenco chiuso: condizioni abilitanti, quadro di riferimento dell’efficacia, riesame intermedio e tassi di cofinanziamento. È da lì che si costruisce un quesito a risposta multipla. Questa tabella raccoglie quelli che conviene sapere senza esitazione.
| Istituto | Articolo | Il dato da ricordare |
|---|---|---|
| Gestione concorrente | art. 7 | Bilancio eseguito insieme da Stati membri e Commissione; i programmi si attuano al livello territoriale appropriato |
| Partenariato | art. 8 | Quattro categorie di partner; governance a più livelli e approccio dal basso verso l’alto |
| Condizioni abilitanti | art. 15 | Allegato III = condizioni orizzontali (tutti gli obiettivi specifici); Allegato IV = condizioni tematiche (FESR, FSE+, Fondo di coesione). Una condizione è soddisfatta solo se lo sono tutti i criteri correlati |
| Quadro di riferimento dell’efficacia | art. 16 | Target intermedi entro la fine del 2024; target finali entro la fine del 2029 |
| Riesame intermedio | art. 18 | Valutazione alla Commissione, per ciascun programma, entro il 31 marzo 2025 |
| Tassi di cofinanziamento | art. 112 | 85% regioni meno sviluppate · 70% regioni in transizione già classificate meno sviluppate nel 2014-2020 · 60% regioni in transizione · 50% e 40% regioni più sviluppate · Fondo di coesione max 85% · Interreg max 80% |
I regolamenti del 2021 sono ancora quelli in vigore?
No, non alla lettera. Tutti e tre sono stati modificati più volte dal 2021 a oggi, e per la prova conta il testo vigente: il bando cita i regolamenti per numero, non congela una versione. È l’errore più costoso che puoi fare in questa materia, perché un manuale o una dispensa fermi al testo originale ti fanno studiare articoli che nel frattempo sono cambiati.
| Regolamento | Versione consolidata in italiano | Atti modificativi |
|---|---|---|
| (UE) 2021/1060 | 1° luglio 2026 | Reg. 2022/2039 · 2023/435 · 2023/955 · 2024/795 · 2024/1351 · Reg. delegato 2025/2190 |
| (UE) 2021/1058 | 20 settembre 2025 | Reg. 2024/795 · 2024/3236 · 2025/1914 |
| (UE) 2021/1057 | 20 settembre 2025 | Reg. 2024/795 · 2024/3236 · 2025/1913 |
Qualche esempio concreto di che cosa è cambiato nel regolamento FESR: è stato inserito un articolo 7 bis sul riesame intermedio, che nel 2026 prevede un prefinanziamento aggiuntivo una tantum pari all’1,5% del sostegno totale di FESR, Fondo di coesione e JTF (elevato al 9,5% per i programmi che interessano regioni confinanti con Russia, Bielorussia o Ucraina, a determinate condizioni). E fra gli obiettivi specifici sono comparse voci che nel testo del 2021 non esistevano: la protezione delle infrastrutture energetiche critiche e la realizzazione dell’infrastruttura di ricarica, le infrastrutture a duplice uso per la mobilità militare, l’accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili.
Regola operativa: su EUR-Lex, quando apri uno dei tre regolamenti, scegli sempre il testo consolidato e non il testo pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 giugno 2021. Nel consolidato le parti modificate sono segnalate a margine, quindi vedi a colpo d’occhio che cosa è stato riscritto.
Come si studiano tre regolamenti per una prova di 40 quesiti in 60 minuti?
Con 60 minuti per 40 quesiti hai 90 secondi a quesito: non serve la profondità di un esame universitario, serve riconoscimento rapido. L’obiettivo non è saper commentare l’articolo 15, è riconoscere in tre secondi che le condizioni abilitanti orizzontali stanno nell’allegato III. Lo studio va impostato di conseguenza.
- Parti dall’architettura, non dagli articoli. Prima fissa che il 1060 è il quadro comune, il 1058 riguarda FESR e Fondo di coesione e il 1057 il FSE+. Senza questa mappa ogni articolo sembra intercambiabile.
- Impara gli elenchi chiusi. I cinque obiettivi strategici, le quattro categorie di partner, le otto esclusioni del FESR, le quote minime del FSE+: i quesiti nascono quasi sempre da qui, perché è facile costruire un distrattore plausibile.
- Fissa i numeri e le date. 85-70-60-50-40, fine 2024 e fine 2029, 31 marzo 2025, 25% e 3%. Sono i punti che si perdono per esitazione, non per ignoranza.
- Allena il formato, non solo i contenuti. La prova è 25 quesiti tecnici + 8 logico-deduttivi e critico-verbali + 7 situazionali. Ogni risposta esatta vale +0,75 punti, ogni errata −0,25 sui primi 33 quesiti e la non data 0: il massimo è 30 punti e la soglia è 21/30. Con questi valori il conto è semplice — tirare a indovinare conviene solo quando la probabilità di prendere la risposta giusta supera il 25%, perché è lì che il guadagno atteso smette di essere negativo. Sui 7 quesiti situazionali, invece, non c’è penalità: si risponde sempre.
- Verifica sempre sul consolidato. Se un appunto cita un articolo che non trovi nel testo vigente, è l’appunto a essere vecchio.
Il manuale RIPAM Coesione di Smart Concorsi Editore è costruito esattamente su questa logica: 304 pagine di teoria su tutte le voci dell’articolo 6 del bando, una Parte dedicata alla coesione e ai fondi UE, 250 quiz commentati e due capitoli su logica e quesiti situazionali, che da soli valgono 15 quesiti su 40.
Questi regolamenti servono solo per il concorso RIPAM Coesione?
No. I tre regolamenti governano l’intera programmazione 2021-2027 che le Regioni e gli enti locali gestiscono ogni giorno, quindi ricorrono ben oltre questo bando. Il Maxi Avviso ASMEL, per esempio, ha fra i suoi profili un Funzionario esperto in finanziamenti fondi europei, nazionali e regionali, e per l’istruttore amministrativo mette fra le materie specifiche la programmazione e la rendicontazione dei fondi europei.
È il motivo per cui studiarli non è tempo speso per una sola prova: chi lavora in un ente locale incrocia la politica di coesione nella progettazione, negli appalti e nella rendicontazione. Se ti stai preparando su più fronti, nel catalogo dei manuali di Smart Concorsi Editore trovi i volumi dedicati a ciascun concorso.
Che cosa ricordare sui regolamenti UE del concorso RIPAM Coesione?
I regolamenti UE sui fondi strutturali sono la materia più caratterizzante del concorso RIPAM Coesione e, insieme, quella su cui la concorrenza arriva più scoperta. Il 2021/1060 ti dà l’architettura — obiettivi strategici, gestione concorrente, condizioni abilitanti, autorità, cofinanziamento; il 2021/1058 ti dice che cosa il FESR può e non può finanziare e dove si ferma il Fondo di coesione; il 2021/1057 aggiunge le quote minime del FSE+. Studiali nella versione consolidata, memorizza gli elenchi chiusi e i numeri, e allenati sul formato reale della prova.
Le date della prova saranno pubblicate su inPA con almeno quindici giorni di preavviso: tieni d’occhio la pagina del concorso RIPAM Coesione 2026, che aggiorniamo a ogni comunicazione ufficiale. Per prepararti su tutto il programma dell’articolo 6, il manuale dedicato è disponibile su Amazon: è costruito con il metodo editoriale di Smart Concorsi Editore, cioè solo ciò che serve davvero alla prova. 👉 Vai al manuale RIPAM Coesione.
Domande frequenti sui regolamenti UE del concorso RIPAM Coesione
L’articolo 6 del bando indica tre regolamenti: il Regolamento (UE) 2021/1060 sulle disposizioni comuni, il Regolamento (UE) 2021/1058 su FESR e Fondo di coesione e il Regolamento (UE) 2021/1057 sul FSE+. La formula usata è «con particolare riferimento», quindi la materia resta più ampia: i regolamenti comunitari in materia di fondi strutturali.
È il regolamento sulle disposizioni comuni della politica di coesione, approvato il 24 giugno 2021. Stabilisce le disposizioni finanziarie per FESR, FSE+, Fondo di coesione, JTF, FEAMPA, AMIF, Fondo Sicurezza interna e Strumento per la gestione delle frontiere e i visti, e le disposizioni comuni per i primi cinque. Contiene obiettivi strategici, programmazione, condizioni abilitanti, autorità del programma e tassi di cofinanziamento.
Secondo l’articolo 5 del Regolamento (UE) 2021/1060 sono: un’Europa più competitiva e intelligente; un’Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio; un’Europa più connessa; un’Europa più sociale e inclusiva; un’Europa più vicina ai cittadini. Il JTF sostiene invece un obiettivo specifico proprio, legato alla transizione climatica.
Entrambi sono disciplinati dal Regolamento (UE) 2021/1058, ma il FESR sostiene tutti e cinque gli obiettivi strategici, mentre il Fondo di coesione sostiene solo gli OS 2 e 3, cioè l’obiettivo verde e quello della mobilità (art. 3, paragrafo 3). Il tasso massimo di cofinanziamento del Fondo di coesione è dell’85% per ciascuna priorità.
La prova è unica: 40 quesiti a risposta multipla in 60 minuti, di cui 25 sulle materie tecniche, 8 logico-deduttivi e critico-verbali e 7 situazionali. I regolamenti sui fondi strutturali sono la prima delle tredici voci del programma tecnico, quindi concorrono ai 25 quesiti insieme alle altre materie, fra cui la lingua inglese di livello B1 e le competenze digitali. Ogni risposta esatta vale 0,75 punti, per un massimo di 30, e la prova si supera con 21 punti su 30.
No: tutti e tre sono stati modificati. A settembre 2026 la versione consolidata in italiano del Regolamento 2021/1060 è aggiornata al 1° luglio 2026, mentre quelle dei Regolamenti 2021/1058 e 2021/1057 sono aggiornate al 20 settembre 2025. Per la prova va studiato il testo vigente: su EUR-Lex si sceglie il testo consolidato, non quello pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 giugno 2021.
Fonti: bando RIPAM Coesione 2026 su inPA (art. 6) · Regolamento (UE) 2021/1060, testo consolidato al 1° luglio 2026 (artt. 1, 5, 7, 8, 15, 16, 18, 71, 73, 112) · Regolamento (UE) 2021/1058, testo consolidato al 20 settembre 2025 (artt. 3, 5, 7 e 7-bis) · Regolamento (UE) 2021/1057, testo consolidato al 20 settembre 2025 (artt. 4 e 7) · Dipartimento per le politiche di coesione, Accordo di partenariato Italia 2021-2027.
Vedi anche: Concorso RIPAM Coesione 2026 — 882 Specialisti tecnici · Come funzionano i concorsi RIPAM · Codice dei contratti pubblici nei concorsi.
