I concorsi RIPAM sono le procedure di reclutamento che la Commissione interministeriale RIPAM bandisce e coordina, con il supporto operativo di Formez PA, per conto di altre amministrazioni pubbliche: un ministero, un dipartimento della Presidenza del Consiglio o — come nel caso aperto in questo momento — centinaia di enti locali insieme. Non sono un tipo di concorso diverso dagli altri per legge: sono concorsi ordinari, ma con una regia unica, una piattaforma unica e prove costruite quasi sempre allo stesso modo. Chi capisce quel modo parte avvantaggiato.
In questa guida di Smart Concorsi Editore trovi che cosa significa la sigla RIPAM, chi fa che cosa dentro la procedura, come sono fatte le prove, come funziona il punteggio con la penalità per le risposte sbagliate e quale concorso RIPAM puoi ancora presentare adesso. Se stai valutando il concorso RIPAM Coesione 2026 per 882 Specialisti tecnici, le domande scadono il 23 settembre 2026.
Aggiornato all’8 settembre 2026.

In sintesi
- RIPAM sta per Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni: è il progetto, operativo dal 1994, con cui lo Stato centralizza i concorsi.
- La Commissione RIPAM approva i bandi, li indice, nomina le commissioni esaminatrici, valida le graduatorie finali e assegna vincitori e idonei alle amministrazioni (art. 35, comma 5, D.Lgs. 165/2001).
- Formez PA è il braccio operativo: un’associazione di diritto privato in house alla Presidenza del Consiglio, che mette a disposizione il personale e gestisce materialmente le procedure.
- Tutti i bandi passano dal Portale inPA: dal 2023 la pubblicazione lì sostituisce quella in Gazzetta Ufficiale (art. 35-ter D.Lgs. 165/2001).
- La prova tipica è una sola prova scritta digitale a risposta multipla, con quesiti tecnici, logico-deduttivi e situazionali.
- Quasi sempre c’è una penalità per le risposte errate: è il dato che cambia la strategia d’esame più di qualsiasi altro.
- Concorso RIPAM aperto oggi: RIPAM Coesione 2026, 882 Specialisti tecnici in sette Regioni del Sud, domande entro il 23 settembre 2026.
Che cosa sono i concorsi RIPAM?
I concorsi RIPAM sono concorsi pubblici banditi da una commissione interministeriale invece che dal singolo ente che assume. Nascono dal progetto di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni, operativo dal 1994, con cui lo Stato ha centralizzato il reclutamento per renderlo più rapido, più standardizzato e meno costoso rispetto a mille procedure separate.
La differenza pratica per te è tutta qui: in un concorso comunale il bando lo scrive il Comune, con le sue abitudini e le sue materie; in un concorso RIPAM il bando è costruito su uno schema ricorrente, che si ripete da una tornata all’altra. Cambiano il profilo professionale, il programma d’esame e il numero di posti; l’impianto della prova, invece, resta riconoscibile. È il motivo per cui vale la pena studiare il meccanismo una volta sola.
Che cosa significa RIPAM?
RIPAM è l’acronimo di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni. Indica sia il progetto avviato nel 1994 sia la Commissione interministeriale per l’attuazione del progetto RIPAM che lo gestisce. Quando in un bando leggi “Commissione RIPAM”, quindi, non stai leggendo il nome di un ente che assume: è l’organo che bandisce il concorso per conto di chi assumerà.
Chi organizza davvero un concorso RIPAM: la Commissione RIPAM o Formez PA?
Sono soggetti diversi, e confonderli è l’errore più comune di chi legge il bando per la prima volta: la Commissione RIPAM approva il bando, indice il concorso e valida le graduatorie finali; Formez PA mette a disposizione il personale e gestisce la macchina operativa; l’amministrazione destinataria riceve i vincitori e li assume. La commissione esaminatrice, che corregge e forma le graduatorie, è ancora un’altra cosa.
| Soggetto | Che cos’è | Che cosa fa nel concorso |
|---|---|---|
| Commissione interministeriale RIPAM | Organo nato con il progetto RIPAM del 1994. È nominato con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e la legge ne fissa la composizione: il Capo del Dipartimento della funzione pubblica, che la presiede, l’Ispettore generale capo dell’IGOP della Ragioneria generale dello Stato e il Capo del Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile del Ministero dell’interno (o loro delegati) | Approva i bandi, li indice, nomina le commissioni esaminatrici, valida le graduatorie finali e assegna vincitori e idonei alle amministrazioni |
| Formez PA | Associazione con personalità giuridica di diritto privato, in house alla Presidenza del Consiglio — Dipartimento della Funzione pubblica, costituita nel 1963 | Mette a disposizione il personale e gestisce la selezione sul piano operativo: piattaforme, logistica delle prove, assistenza ai candidati |
| Commissione esaminatrice | Organo nominato per il singolo concorso — di regola dalla Commissione RIPAM, ma il bando può disporre diversamente | Espleta le fasi d’esame, corregge le prove e forma le graduatorie finali di merito |
| Amministrazione destinataria | Il ministero, il dipartimento o l’insieme di enti che riceveranno il personale | Assume i vincitori e assegna le sedi |
La ripartizione dei compiti è scritta nell’articolo 35, comma 5, del D.Lgs. 165/2001, che elenca alla lettera che cosa fa la Commissione RIPAM: a) approva i bandi, b) li indice e nomina le commissioni esaminatrici, c) valida le graduatorie finali trasmesse dalle commissioni esaminatrici, d) assegna vincitori e idonei alle amministrazioni, e) adotta ogni altro atto connesso. Lo stesso comma precisa che per farlo la Commissione si avvale di personale messo a disposizione da Formez PA, anche per i comitati di vigilanza delle prove. La Commissione è nominata con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione: quello in carica per il RIPAM Coesione 2026 è del 9 gennaio 2026.
Un dettaglio che conviene verificare bando per bando: chi nomina la commissione esaminatrice. Di regola è la Commissione RIPAM, per la lettera b) appena vista, ma il singolo bando può prevedere altro. Nel RIPAM Coesione 2026, per esempio, il bando dispone «in deroga all’articolo 35, comma 5» che i componenti siano nominati dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio.
Che cos’è Formez PA?
Formez PA non è un’agenzia privata a cui la pubblica amministrazione “appalta” il concorso. È un’associazione con personalità giuridica di diritto privato, costituita nel 1963 e oggi in house alla Presidenza del Consiglio dei ministri, sottoposta al controllo e alla vigilanza del Dipartimento della Funzione pubblica, che ne detiene la quota maggioritaria. Si occupa di formazione, reclutamento e rafforzamento della capacità amministrativa: i concorsi sono uno dei suoi ambiti di attività, non l’unico.
Come si svolge un concorso RIPAM, passo per passo?
Un concorso RIPAM segue sempre la stessa sequenza: bando su inPA, domanda telematica con identità digitale, prova scritta a quiz su piattaforma informatica, graduatoria per ambito territoriale o per codice di concorso, assunzione. Le variabili sono la presenza o meno di una preselezione, di una prova orale e della valutazione dei titoli.
- Pubblicazione su inPA. Il bando esce sul Portale unico del reclutamento. L’art. 35-ter del D.Lgs. 165/2001 stabilisce che, dal 2023, la pubblicazione sul Portale e sul sito istituzionale esonera dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: se aspetti la Gazzetta, rischi di non vedere mai il bando.
- Domanda telematica. Si presenta solo su inPA, con SPID o CIE. In molti bandi RIPAM, compreso il Coesione 2026, servono anche una PEC intestata al candidato e un contributo di partecipazione non rimborsabile (10 euro nel Coesione). Il contributo non è un’invenzione del bando: è il comma 5.1 dell’art. 35 a consentirlo espressamente.
- Scelta del codice di concorso. Nei RIPAM su base territoriale si sceglie un solo ambito — una Regione, una sede, un profilo. È una decisione definitiva: determina la graduatoria in cui finisci e quanti concorrenti avrai.
- Prova scritta digitale. Si svolge con strumenti informatici e piattaforme digitali. Diario e sede vengono pubblicati su inPA con il preavviso indicato dal bando (almeno 15 giorni nel RIPAM Coesione 2026).
- Graduatoria e assunzione. Le graduatorie finali di merito sono formate dalla commissione esaminatrice per ciascun codice di concorso, validate dalla Commissione RIPAM e trasmesse alle amministrazioni, che assumono. Dove non è prevista la valutazione dei titoli — come nel RIPAM Coesione 2026 — la graduatoria dipende solo dal punteggio della prova scritta: un meccanismo diverso da quello dei concorsi comunali, dove i titoli pesano (ne parliamo nella guida sulla graduatoria nei concorsi degli enti locali).
Che una prova orale ci sia o no non dipende dal RIPAM, ma da una norma generale: fino al 31 dicembre 2026 il comma 3-bis dell’art. 35-quater del D.Lgs. 165/2001 consente ai bandi per profili non apicali di prevedere la sola prova scritta. È la stessa deroga che sta svuotando l’orale in mezza pubblica amministrazione: ne abbiamo parlato nella guida sulla prova orale nei concorsi degli enti locali.
Come sono fatte le prove dei concorsi RIPAM?
La prova tipica di un concorso RIPAM è un test a risposta multipla al computer, con un tempo stretto e tre famiglie di quesiti: tecnico-professionali sulle materie del profilo, logico-deduttivi e critico-verbali, e situazionali sul comportamento organizzativo. Le prime due si studiano, la terza si allena.
I quesiti situazionali sono la parte che spiazza di più. Non hanno una risposta “giusta” nel senso classico: ti viene descritta una situazione di lavoro e devi indicare, fra alternative predefinite di possibili corsi d’azione, quella che ritieni più adeguata. Non si memorizzano — e siccome in genere non prevedono penalità, non ha alcun senso lasciarne uno in bianco.
Nel RIPAM Coesione 2026 la struttura è questa, ed è un buon esempio di come sono costruite queste prove: 40 quesiti in 60 minuti per un massimo di 30 punti, di cui 25 tecnico-professionali (inglese B1 e competenze digitali compresi), 8 logico-deduttivi e critico-verbali, 7 situazionali. Niente preselezione, niente prova orale, soglia di superamento a 21/30. Sessanta minuti per quaranta quesiti vogliono dire 90 secondi a domanda: è un ritmo che si costruisce a cronometro, non leggendo.
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Come funziona il punteggio con la penalità per le risposte sbagliate?
Nei concorsi RIPAM la risposta sbagliata quasi sempre toglie punti, mentre quella non data ne vale zero. Nel RIPAM Coesione 2026, per esempio, ogni risposta esatta vale +0,75, ogni errore −0,25 e l’omessa 0 sui 33 quesiti tecnici e logici; sui 7 situazionali non c’è penalità e la risposta neutra vale comunque +0,375. Ogni bando ha i suoi numeri: sono nell’articolo del bando dedicato alla prova d’esame ed è la prima cosa da leggere, prima ancora del programma.
Il motivo è che quei numeri decidono la tua strategia. Con +0,75 e −0,25, tre errori annullano una risposta esatta. E c’è una soglia matematica sotto la quale rispondere è controproducente: conviene solo se la tua probabilità di indovinare supera il 25%. Che cosa significa in pratica dipende da quante alternative ti mette davanti il quesito — un dato che il bando non sempre dichiara e che vale la pena controllare sui facsimile o sul simulatore:
| La tua situazione sul quesito | Probabilità di indovinare | Che cosa conviene fare |
|---|---|---|
| Quattro alternative, nessuna esclusa | 25% | Guadagno atteso zero: lascia in bianco e risparmia i secondi |
| Quattro alternative, una esclusa · oppure tre alternative | 33% | Rispondi: sei sopra soglia |
| Due alternative in gioco | 50% | Rispondi sempre |
| Quesito situazionale (nessuna penalità) | — | Rispondi sempre, anche tirando a indovinare |
Questo è anche il punto in cui un manuale ragionato batte una banca dati da memorizzare: allenarsi a escludere le alternative sbagliate vale, in una prova con penalità, quanto sapere la risposta.
I concorsi RIPAM hanno una banca dati ufficiale dei quiz?
Non sempre, e non per legge: dipende dal singolo bando. Nessuna norma generale obbliga a pubblicare in anticipo i quesiti — l’art. 35-quater del D.Lgs. 165/2001, che disciplina la procedura per esami, non ne parla. Alcune procedure RIPAM pubblicano su inPA la banca dati, spesso limitata ai quesiti situazionali; altre non ne prevedono alcuna.
Il bando del RIPAM Coesione 2026 non prevede la pubblicazione di alcuna banca dati: si studia sul programma d’esame elencato dal bando, non su un elenco chiuso di domande. È una differenza sostanziale rispetto ai concorsi delle forze di polizia, dove la banca dati è la norma, e va messa in conto quando pianifichi lo studio: senza elenco di quesiti, il lavoro si sposta sulla comprensione delle materie e sull’esercizio a quiz costruiti sul programma.
Quali concorsi RIPAM sono aperti adesso (settembre 2026)?
Il concorso RIPAM più grande con le domande aperte è il RIPAM Coesione 2026: 882 posti a tempo indeterminato per Specialisti tecnici nell’Area dei funzionari, destinati agli enti locali di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le domande si presentano su inPA entro il 23 settembre 2026, ore 23:59, scegliendo un solo codice regionale.
Si accede con una laurea magistrale in dodici classi tecniche, ma anche con la laurea triennale in cinque classi, e non c’è un limite massimo di età. Requisiti, ripartizione dei posti Regione per Regione, programma d’esame completo, riserve e graduatorie sono tutti nella nostra pagina dedicata al concorso RIPAM Coesione 2026.
Non è però l’unico bando RIPAM aperto in questo momento, ed è la prova che non tutti i RIPAM sono test a quiz. Alla stessa data la Presidenza del Consiglio ne ha uno per 10 Assistenti di settore tecnologico (categoria B, posizione economica F3): contratto a tempo determinato fino a 36 mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2029, domande su inPA dal 24 agosto al 23 settembre 2026, e una selezione per titoli ed esame orale — senza prova scritta. Prima di dare per scontato il formato, insomma, guarda sempre l’articolo del bando sulla selezione.
Nemmeno il Coesione è il primo reclutamento di questo tipo: nell’ottobre 2024 il Dipartimento per le politiche di coesione aveva bandito un concorso su base territoriale per 2.200 unità di personale non dirigenziale — 71 al Dipartimento e 2.129 agli enti del Mezzogiorno — le cui graduatorie finali di merito sono state pubblicate su inPA. È la prova che questa filiera arriva in fondo.
Se i requisiti del RIPAM Coesione non fanno per te, nello stesso periodo è aperta un’altra grande selezione per gli enti locali: il Maxi Avviso ASMEL 2026, con domande dal 15 al 30 settembre e profili anche amministrativi.
Come ci si prepara a un concorso RIPAM?
Ci si prepara su tre fronti in parallelo: le materie del profilo elencate dal bando, l’allenamento a quiz cronometrato e la gestione della penalità. Saltarne uno è l’errore che fa fallire candidati preparatissimi sul merito.
- Parti dal programma, non dal manuale universitario. Il bando elenca gli ambiti d’esame: quelli sono il perimetro. Tutto ciò che sta fuori è tempo tolto al resto.
- Allenati a 90 secondi a quesito. Il vincolo vero della prova è il tempo. Fai simulazioni complete a cronometro, non batterie di quiz senza limite.
- Impara a escludere. Con la penalità in gioco, riconoscere due alternative sbagliate vale quanto conoscere la risposta esatta.
- Non trascurare inglese e competenze digitali. Nei RIPAM sono dentro il conteggio dei quesiti tecnico-professionali: valgono punti come tutto il resto.
- Prova i situazionali prima dell’esame. Sono la parte che nessuno studia e che, senza penalità, si può portare a casa quasi per intero.
Su un programma ampio come quello del RIPAM Coesione — regolamenti UE sui fondi strutturali, lavori pubblici, urbanistica, tecnica delle costruzioni, estimo, sicurezza nei cantieri — la selezione dei contenuti conta più della quantità. È esattamente il criterio del metodo editoriale di Smart Concorsi Editore: solo ciò che serve davvero alla prova.

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Cosa ricordare sui concorsi RIPAM
- Il bando lo approva e lo indice la Commissione RIPAM, non l’ente che assume: cerca il concorso su inPA, non in Gazzetta Ufficiale.
- Serve un’identità digitale (SPID o CIE) e, in molti bandi, una PEC intestata a te e un contributo di partecipazione non rimborsabile.
- Nei concorsi su base territoriale si sceglie un solo codice: è la decisione che pesa di più sull’esito.
- La prova è digitale, a risposta multipla e cronometrata: conta la velocità di riconoscimento quanto la conoscenza.
- Leggi prima di tutto l’articolo del bando sulla prova: punteggi e penalità decidono la strategia con cui la affronterai.
- La banca dati non è garantita: se il bando non la prevede, ci si prepara sul programma d’esame.
Domande frequenti sui concorsi RIPAM
RIPAM è l’acronimo di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni. È il progetto, operativo dal 1994, con cui lo Stato centralizza le procedure concorsuali: la Commissione interministeriale RIPAM approva i bandi e li indice per conto di altre amministrazioni, e Formez PA li gestisce sul piano operativo.
La Commissione interministeriale RIPAM, nominata con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e composta per legge dal Capo del Dipartimento della funzione pubblica, che la presiede, dall’Ispettore generale capo dell’IGOP della Ragioneria generale dello Stato e dal Capo del Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile del Ministero dell’interno. Secondo l’art. 35, comma 5, del D.Lgs. 165/2001 approva i bandi, li indice, nomina le commissioni esaminatrici, valida le graduatorie finali e assegna vincitori e idonei, avvalendosi del personale di Formez PA.
Dipende dal bando: non esiste un obbligo di legge. Alcune procedure RIPAM pubblicano su inPA la banca dati, spesso limitata ai quesiti situazionali; altre non ne prevedono nessuna. Il bando del RIPAM Coesione 2026 non prevede la pubblicazione di alcuna banca dati: si studia sul programma d’esame.
Esclusivamente sul Portale inPA (www.inpa.gov.it), autenticandosi con SPID, CIE, CNS o eIDAS. In molti bandi servono anche una PEC intestata al candidato e il versamento di un contributo di partecipazione non rimborsabile, previsto dal comma 5.1 dell’art. 35 del D.Lgs. 165/2001. Nei concorsi su base territoriale si sceglie un solo codice di concorso.
Solo se la tua probabilità di indovinare supera la soglia fissata dal punteggio del bando. Con i valori del RIPAM Coesione 2026 (+0,75 esatta, −0,25 errata, 0 non data) la soglia è il 25%: se il quesito ha quattro alternative, rispondere conviene solo dopo averne esclusa almeno una. Sui quesiti situazionali, che non hanno penalità, va invece risposto sempre.
Si consultano sul Portale inPA, dove i bandi RIPAM sono pubblicati e dove si presentano le domande: dal 2023 la pubblicazione su inPA sostituisce quella in Gazzetta Ufficiale. A settembre 2026 sono aperti il RIPAM Coesione 2026 per 882 Specialisti tecnici e la procedura per 10 Assistenti di settore tecnologico alla Presidenza del Consiglio: entrambi con domande entro il 23 settembre 2026.
Le domande del RIPAM Coesione chiudono il 23 settembre 2026. Vai al manuale RIPAM Coesione su Amazon →
Vedi anche
- Concorso RIPAM Coesione 2026: 882 Specialisti tecnici negli enti locali del Sud
- Manuale per il concorso RIPAM Coesione 2026
- Maxi Avviso ASMEL 2026: elenchi di idonei per gli enti locali
- Prova orale nei concorsi degli enti locali: come funziona e quando il bando non la prevede
- Graduatoria dei concorsi negli enti locali: come si forma e quanto pesano i titoli
Fonti
- D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 — art. 35 (Commissione RIPAM e concorsi centralizzati), art. 35-ter (Portale unico del reclutamento) e art. 35-quater (procedura per esami, comma 3-bis), Normattiva
- Portale inPA — bando RIPAM Coesione 2026 e documentazione allegata (artt. 1, 5, 6, 7 e 9)
- Dipartimento per le politiche di coesione — Assunzioni per la politica di coesione (bando 882 e precedente concorso per 2.200 unità)
- Formez PA — natura giuridica, ruolo in house e ambiti di attività
- Decreto del Ministro per la pubblica amministrazione 9 gennaio 2026 — nomina della Commissione RIPAM (Dipartimento della funzione pubblica)
- Portale inPA — procedura selettiva per 10 Assistenti di settore tecnologico presso la Presidenza del Consiglio dei ministri
