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Prova orale nei concorsi degli enti locali: come funziona e quando il bando non la prevede

La prova orale nei concorsi degli enti locali è un esame sulle stesse materie della prova scritta, chiamato colloquio in molti bandi: la commissione prepara i quesiti immediatamente prima della seduta, tu li estrai a sorte, rispondi in un’aula aperta al pubblico e superi con almeno 21/30. Prima di programmare lo studio, però, controlla una riga del bando: fino al 31 dicembre 2026 un concorso per profili non apicali — quindi anche quello da Istruttore amministrativo in un Comune — può prevedere la sola prova scritta, e diversi enti hanno scelto questa strada.

In questa guida di Smart Concorsi Editore trovi che cosa dice la norma, come si svolge davvero l’orale nei bandi comunali del 2026, su quali materie ti interrogano, quanto pesa nel punteggio finale e che cosa cambia dal 1° gennaio 2027. Se ti stai preparando a un concorso comunale per un profilo amministrativo, il manuale Enti Locali — Istruttore e Collaboratore amministrativo copre le stesse materie su cui verte l’orale.

Aggiornato al 3 settembre 2026.

Prova orale di un concorso in un Comune: una candidata davanti alla commissione esaminatrice in aula aperta al pubblico

In sintesi

  • La regola generale: almeno una prova scritta e una prova orale (art. 35-quater, comma 1, lett. a, D.Lgs. 165/2001).
  • La deroga: fino al 31 dicembre 2026 i bandi per profili non apicali possono prevedere la sola prova scritta (comma 3-bis dello stesso articolo).
  • All’orale i quesiti sono estratti a sorte e vengono decisi dalla commissione immediatamente prima della prova (art. 12 D.P.R. 487/1994).
  • La prova si svolge in aula aperta al pubblico o in videoconferenza pubblica (art. 7, comma 3, D.P.R. 487/1994).
  • Soglia tipica di superamento: 21/30; il punteggio finale è la somma di scritta e orale.
  • Inglese e informatica vanno sempre accertati, ma non sempre all’orale e non sempre con un voto.

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Il concorso del tuo Comune prevede davvero la prova orale?

Non tutti i concorsi degli enti locali prevedono la prova orale. La regola generale è che i concorsi per il personale non dirigenziale prevedano almeno una prova scritta e una prova orale: lo stabilisce l’art. 35-quater, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 165/2001. Ma il comma 3-bis dello stesso articolo introduce una deroga a tempo: «Fino al 31 dicembre 2026, in deroga al comma 1, lettera a), i bandi di concorso per i profili non apicali possono prevedere lo svolgimento della sola prova scritta».

La deroga è stata inserita dalla legge 21 giugno 2023, n. 74, che ha convertito il decreto-legge 44/2023 (testo in Gazzetta Ufficiale). È una facoltà, non un obbligo: ogni amministrazione decide se tenere l’orale o no, e la scelta va letta nel bando, non data per scontata. Non riguarda i profili apicali e la dirigenza, per i quali l’orale resta obbligatorio.

Quali concorsi del 2026 prevedono la sola prova scritta?

Nel 2026 diverse amministrazioni hanno esercitato questa facoltà: un concorso senza prova orale è oggi pienamente legittimo per l’Istruttore amministrativo (ex categoria C) e per gli altri profili non apicali. Che non sia teoria lo dimostrano le procedure comunali del 2026. Il caso meglio documentato che abbiamo letto è l’avviso del Comune di Gallarate per l’aggiornamento degli elenchi di idonei come Istruttore amministrativo — una selezione per elenchi di idonei ai sensi dell’art. 3-bis del D.L. 80/2021, prot. n. 22309 del 25 marzo 2026 — dove la scelta è dichiarata per iscritto: «La scelta della sola prova scritta per profili non apicali è esercitata ai sensi dell’art. 35-quater, comma 3-bis, del D.Lgs. 165/2001». Una sola prova, 30 quesiti a risposta multipla con tre opzioni, idoneità a 21/30, nessun colloquio.

Altri enti hanno fatto la scelta opposta. Ecco tre bandi del 2026 a confronto:

Bando 2026 (Istruttore amministrativo)Prove previsteDove finiscono inglese e informatica
Comune di Rho — 16 postiScritta + orale (21/30 ciascuna)Nella prova scritta, con quesiti dedicati (inglese livello A2)
Comune di Lignano Sabbiadoro — 2 postiScritta + orale (21/30 ciascuna)Nella prova orale, con giudizio di idoneità senza punteggio
Comuni di Gallarate e Cassano Magnago — elenco di idoneiSola prova scritta (idoneità a 21/30)Non previsti come prova autonoma
Fonte: testo integrale dei tre bandi, letti sui portali istituzionali degli enti (2026).

La conseguenza pratica è netta: la prima cosa da fare quando esce un bando è cercare la voce «prove d’esame» e verificare se l’orale c’è. Se c’è, cambia il modo in cui studi: non ti basta riconoscere la risposta giusta fra tre opzioni, devi saper esporre. Se non c’è, tutto si gioca sulla prova scritta — che può essere a quiz o, se il bando lo prevede, una prova teorico-pratica in cui si scrive un atto — e vale il discorso che facciamo nella guida su come si forma la graduatoria nei concorsi degli enti locali.

Come si svolge la prova orale di un concorso pubblico?

La prova orale di un concorso in un ente locale si svolge così: la commissione decide i quesiti immediatamente prima dell’inizio della prova e li assegna a ciascun candidato per estrazione a sorte. Lo prevede l’art. 12, comma 1 del D.P.R. 487/1994, il regolamento che disciplina l’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni: la commissione fissa i criteri di valutazione alla prima riunione, poi, «immediatamente prima dell’inizio di ciascuna prova orale», determina i quesiti da porre ai singoli candidati «per ciascuna delle materie di esame».

Da qui discendono tre conseguenze che vale la pena avere chiare prima di entrare in aula:

  • Non esiste una lista di domande da imparare. I quesiti nascono il giorno stesso e nessuno, commissari compresi, li conosce in anticipo.
  • I quesiti coprono tutte le materie d’esame. La commissione li determina «per ciascuna delle materie di esame»: non puoi sacrificarne una sperando che non esca. E non è una prassi che il singolo Comune può cambiare — l’art. 18-bis del D.P.R. 487/1994 stabilisce che regioni ed enti locali «si conformano alle disposizioni del presente regolamento».
  • Il sorteggio è la regola, non un’usanza. Se il bando non aggiunge altro, l’estrazione è il meccanismo con cui ti vengono assegnate le domande.

La prova è pubblica. L’art. 7, comma 3 del D.P.R. 487/1994 stabilisce che le prove orali «si svolgono in un’aula aperta al pubblico, di capienza idonea ad assicurare la massima partecipazione» e, se non è possibile, in videoconferenza — purché siano garantite l’identificazione dei partecipanti, l’integrità della prova e comunque la pubblicità della seduta. In concreto significa che puoi andare ad assistere agli orali dei candidati che ti precedono: è il modo più economico per capire il registro della commissione.

Al termine di ogni seduta la commissione forma l’elenco dei candidati esaminati con i punteggi, li comunica agli interessati e li pubblica sul sito dell’amministrazione (art. 7, comma 5). L’art. 11, comma 5 lo ribadisce: «Gli esiti delle prove orali sono pubblicati al termine di ogni sessione giornaliera d’esame». Il voto, insomma, lo scopri lo stesso giorno.

Su quali materie ti interroga la commissione all’orale?

All’orale la commissione ti interroga sulle stesse materie della prova scritta, quasi sempre con l’aggiunta del codice di comportamento dei dipendenti pubblici (D.P.R. 62/2013). Nel bando del Comune di Lignano Sabbiadoro la formula è testuale: la prova orale verte su «materie delle prove scritte», «codice di comportamento del dipendente pubblico», più l’accertamento di inglese e informatica. Per un profilo amministrativo di ente locale questo significa diritto amministrativo, procedimento amministrativo (legge 241/1990), ordinamento degli enti locali (TUEL), pubblico impiego, privacy e trasparenza, anticorruzione, contabilità pubblica.

Cambia però il modo in cui te le chiedono. Il bando del Comune di Rho per 16 Istruttori amministrativi lo mette nero su bianco: «La prova orale non dovrà consistere solo nella verifica della conoscenza, ma anche nella capacità di fare collegamenti tra le conoscenze nelle varie materie, di contestualizzarle, di utilizzare le conoscenze per risolvere problemi, per sostenere una tesi, per mediare tra diverse posizioni». È esattamente ciò che un quiz a risposta multipla non riesce a misurare — e il motivo per cui chi ha studiato solo su banche dati di quesiti spesso all’orale si trova scoperto.

Tradotto in preparazione: all’orale non ti serve ricordare che l’art. 107 del TUEL riguarda le funzioni dirigenziali, ti serve saper spiegare perché esiste la separazione fra indirizzo politico e gestione e che cosa comporta nel lavoro di un ufficio comunale. Se vuoi vedere quali materie ricorrono nei bandi e con che peso, abbiamo dedicato una guida a cosa studiare per i concorsi amministrativi negli enti locali.

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Le materie dell’orale sono le stesse della scritta: studiale una volta sola, ma bene.

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Inglese e informatica si verificano alla prova orale?

Inglese e informatica vanno accertati sempre, ma non necessariamente nella prova orale e non sempre con un voto. L’art. 37 del D.Lgs. 165/2001 impone ai bandi di prevedere l’accertamento della conoscenza «dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e della lingua inglese», senza però indicare in quale prova. L’art. 35-quater, comma 1, lettera a) colloca nella prova orale l’accertamento di almeno una lingua straniera: dove l’orale c’è, quindi, è lì che l’inglese trova la sua sede naturale. Ma nulla vieta all’ente di anticiparlo nella scritta con quesiti dedicati — e nei bandi che si avvalgono della deroga a prova unica la collocazione è per forza quella.

I due bandi che abbiamo letto mostrano le due strade possibili:

  • Dentro l’orale, senza punteggio. A Lignano Sabbiadoro inglese e informatica sono argomenti della prova orale, ma il bando precisa che la verifica è espressa «in termini di idoneità/non idoneità senza alcuna attribuzione di punteggio». Non ti fanno guadagnare punti: possono però farti perdere l’idoneità.
  • Dentro la prova scritta. A Rho l’accertamento previsto dall’art. 37 è stato spostato nella scritta, con quesiti dedicati all’informatica e all’inglese di livello A2.

È un dettaglio che cambia la tattica di studio. Se il tuo bando mette l’inglese all’orale con giudizio di idoneità, non ha senso investirci settimane: ti serve una soglia, non l’eccellenza. Se invece lo mette nella scritta a quesiti, ogni domanda vale un punto come le altre. Nei contenuti extra del manuale trovi dispense dedicate di Inglese e Informatica proprio per coprire questa parte senza sottrarre tempo alle materie giuridiche.

Quanto pesa la prova orale sul punteggio finale?

Nei concorsi per esami il punteggio finale è la somma del voto della prova scritta e del voto della prova orale, e ciascuna prova si supera con almeno 21/30. Nel bando di Rho è scritto così: la graduatoria «è data dalla somma del punteggio conseguito nella prova scritta e del punteggio conseguito nel colloquio». Vuol dire che l’orale non è un semplice sbarramento: vale metà del punteggio con cui entri in graduatoria.

  • Soglia di ammissione all’orale: 21/30 nella prova scritta (è la soglia dei due bandi 2026 con prova orale che abbiamo letto; a Gallarate, dove l’orale non c’è, lo stesso 21/30 è la soglia di idoneità).
  • Soglia di superamento dell’orale: 21/30. Sotto, non entri in graduatoria, qualunque voto tu abbia preso alla scritta.
  • Titoli: nei concorsi per titoli ed esami valgono al massimo un terzo del punteggio finale (art. 35-quater, comma 1, lett. f del D.Lgs. 165/2001), e in ogni caso non più di 10/30 in valore assoluto (art. 8, comma 2, del D.P.R. 487/1994). Sono due tetti diversi che convivono: con una scritta e un orale da 30 punti ciascuno, i titoli valgono al massimo 10 punti su 70 complessivi. La loro valutazione avviene dopo le prove orali, nei casi previsti dalla norma e previa determinazione dei criteri (art. 8, comma 1, dello stesso D.P.R.).

Attenzione a un punto che confonde molti candidati: un ottimo voto alla scritta non ti mette al riparo. Chi arriva all’orale con 28/30 e ne prende 22 chiude a 50; chi arriva con 22 e ne prende 29 chiude a 51. All’orale, quindi, non si va per «passare»: si va per prendere punti. Su come si compone poi la graduatoria — titoli, preferenze a parità di punteggio, riserve e idonei — trovi tutto nella guida dedicata alla graduatoria dei concorsi negli enti locali.

La commissione valuta anche il comportamento e le competenze trasversali?

Sì, ed è previsto dalla norma. L’art. 7, comma 8 del D.P.R. 487/1994 stabilisce che «per profili iniziali e non specializzati, le prove di esame danno particolare rilievo all’accertamento delle capacità comportamentali, incluse quelle relazionali, e delle attitudini». La stessa formula compare nell’art. 35-quater, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 165/2001. L’Istruttore amministrativo rientra a pieno titolo fra i profili iniziali.

Coerentemente, l’art. 9 del D.P.R. 487/1994 consente di inserire in commissione (comma 1 per i componenti aggiunti, comma 7 per la composizione ordinaria) «specialisti in psicologia e risorse umane», «professionisti esperti o appartenenti a soggetti esterni specializzati nella valutazione delle capacità, attitudini, motivazioni individuali e dello stile comportamentale» ed esperti in competenze digitali e trasversali. Il bando di Rho arriva a elencare le soft skill richieste: lavoro in team, capacità comunicative e relazionali, flessibilità, ascolto e risoluzione dei problemi posti dall’utenza, autonomia.

Questo non trasforma l’orale in un colloquio motivazionale da selezione privata. Il punteggio si costruisce sulle materie d’esame; le capacità comportamentali si osservano attraverso il modo in cui rispondi. Prepararsi significa saper esporre con ordine, ammettere quando non si sa una cosa e collegare la norma al lavoro concreto di un ufficio comunale — non recitare frasi motivazionali.

Quando escono l’esito dell’orale e la graduatoria finale?

L’esito del tuo orale è pubblico lo stesso giorno: gli esiti delle prove orali si pubblicano al termine di ogni sessione giornaliera d’esame. Dopodiché il D.P.R. 487/1994 (art. 11, comma 5) fissa tempi precisi per il resto:

  • Entro 30 giorni dall’ultima sessione di prove orali la commissione conclude la valutazione dei titoli, dove prevista.
  • Nei 15 giorni successivi elabora la graduatoria finale, che l’amministrazione pubblica contestualmente — «ad ogni effetto legale» — sul portale InPA e sul proprio sito istituzionale.
  • Entro 180 giorni dalla conclusione delle prove scritte, di norma, l’intera procedura concorsuale deve chiudersi (art. 11, comma 4). Se sfora, la commissione deve giustificarlo con una relazione motivata.

Un dettaglio da non trascurare: dalla data di pubblicazione della graduatoria decorrono i termini per l’impugnazione (art. 15, comma 6). Lo stesso comma 6 precisa che le graduatorie pubblicate sul Portale comprendono «quelle dei concorsi delle regioni e degli enti locali». E le graduatorie disciplinate dal regolamento restano valide due anni dall’approvazione, salvo periodi di vigenza inferiori previsti da leggi regionali (art. 15, comma 7).

PassaggioQuandoRiferimento
Esito della tua prova oraleLo stesso giorno, a fine sessioneart. 11, c. 5 D.P.R. 487/1994
Valutazione dei titoli (se prevista)Entro 30 giorni dall’ultima sessione di oraliart. 11, c. 5
Graduatoria finale pubblicata su InPA e sul sito dell’enteNei 15 giorni successiviart. 11, c. 5
Chiusura dell’intera proceduraDi norma entro 180 giorni dalla fine delle prove scritteart. 11, c. 4
Validità della graduatoriaDue anni dall’approvazione (salvo leggi regionali)art. 15, c. 7
Tempistiche fissate dal D.P.R. 487/1994 come modificato dal D.P.R. 82/2023.

Come ci si prepara alla prova orale di un concorso in un Comune?

Alla prova orale — il colloquio, come lo chiamano molti bandi comunali — ci si prepara ripassando le stesse materie della scritta, ma cambiando modalità: dal riconoscere la risposta giusta al saperla dire ad alta voce in due minuti. Ecco un percorso concreto, nell’ordine in cui conviene affrontarlo:

  1. Rileggi il bando e isola l’elenco delle materie. Sono quelle da cui la commissione estrarrà i quesiti, una per materia: ti dice esattamente su quanti fronti devi essere pronto.
  2. Costruisci una scaletta per ogni istituto. Definizione, norma di riferimento, a cosa serve, un esempio preso dal lavoro comunale. Tre minuti a voce alta, non tre pagine.
  3. Allenati sui collegamenti. È ciò che i bandi chiedono esplicitamente: dal procedimento amministrativo alla trasparenza, dal TUEL alla contabilità. Le mappe concettuali servono a questo.
  4. Esercitati a voce, non solo con i quiz. I quiz ti dicono se sai; l’orale misura se sai spiegare. Registrati e riascoltati: è sgradevole ed è il metodo più veloce.
  5. Vai ad assistere alle sedute precedenti. La prova è aperta al pubblico: capisci il livello di dettaglio che quella commissione si aspetta prima di trovartelo davanti.
  6. Chiudi con inglese e informatica. Verifica dove il bando li colloca e con quale peso, poi dedicagli il tempo proporzionato — spesso serve solo l’idoneità.

I punti 2 e 3 sono quelli su cui si perde più tempo se parti da zero: costruire scalette e mappe per 36 capitoli di materie giuridiche è un lavoro di settimane. Nel manuale di Smart Concorsi Editore quel lavoro è già fatto — ogni capitolo chiude con un box «In sintesi» e una tabella riepilogativa, e le mappe concettuali sono fra i contenuti extra online. Guarda il manuale su Amazon.

Se il concorso che ti interessa è quello di Istruttore amministrativo, sulla nostra pagina dedicata al concorso Istruttore e Collaboratore amministrativo negli enti locali trovi requisiti, prove e modalità di selezione; se stai ancora scegliendo il profilo, il confronto fra Istruttore e Funzionario chiarisce titoli di studio, mansioni e inquadramento.

Cosa cambia per la prova orale dal 1° gennaio 2027?

La deroga che consente la sola prova scritta ha una data di scadenza scritta nella norma: 31 dicembre 2026. Alla data del 3 settembre 2026 non risulta alcun provvedimento che la proroghi. Se non interviene una proroga, dal 1° gennaio 2027 i nuovi bandi per il personale non dirigenziale dovranno tornare alla regola generale dell’art. 35-quater, comma 1, lettera a): almeno una prova scritta e una prova orale.

Per chi si sta preparando la conseguenza è concreta. I concorsi banditi nei prossimi mesi possono ancora essere «a prova unica»; quelli che usciranno nel 2027, salvo modifiche normative, no. Impostare lo studio pensando anche all’esposizione orale è quindi un investimento che non scade — mentre allenarsi soltanto sui quiz rischia di lasciarti scoperto sul bando successivo.

Cosa ricordare sulla prova orale nei concorsi degli enti locali

La prova orale non è un colloquio: è un esame con quesiti estratti a sorte sulle stesse materie della scritta, in aula aperta al pubblico, che si supera con 21/30 e che pesa quanto la scritta nel punteggio finale. Prima di studiare, controlla se il tuo bando la prevede: fino al 31 dicembre 2026 può legittimamente non esserci. Se c’è, ricordati che ti verrà chiesta almeno una domanda per ciascuna materia d’esame — e che ciò che la commissione valuta non è la memoria, ma la capacità di collegare e spiegare.

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Domande frequenti sulla prova orale nei concorsi degli enti locali

La prova orale è obbligatoria nei concorsi degli enti locali?

In generale sì: l'art. 35-quater, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 165/2001 prevede almeno una prova scritta e una prova orale. Fino al 31 dicembre 2026, però, il comma 3-bis dello stesso articolo consente ai bandi per profili non apicali di prevedere la sola prova scritta. Va verificato bando per bando.

Quali domande fanno alla prova orale di un concorso comunale?

Domande sulle materie della prova scritta, con l'aggiunta frequente del codice di comportamento dei dipendenti pubblici. I quesiti sono determinati dalla commissione immediatamente prima della prova e assegnati a ciascun candidato per estrazione a sorte, con almeno una domanda per ciascuna materia d'esame (art. 12 D.P.R. 487/1994).

Con quale voto si supera la prova orale?

Nei bandi degli enti locali la soglia è quasi sempre 21/30. Sotto questo punteggio non si consegue l'idoneità e non si entra in graduatoria, indipendentemente dal voto ottenuto nella prova scritta.

La prova orale è pubblica?

Sì. L'art. 7, comma 3 del D.P.R. 487/1994 prevede che le prove orali si svolgano in un'aula aperta al pubblico di capienza idonea; se non è possibile, si può procedere in videoconferenza, garantendo comunque la pubblicità della prova. Chiunque può assistere.

All'orale verificano anche inglese e informatica?

Devono essere accertati (art. 37 D.Lgs. 165/2001), ma il bando decide dove. In alcuni concorsi sono argomenti della prova orale con giudizio di idoneità senza punteggio; in altri sono quesiti della prova scritta. Va letto il bando specifico.

Quanto vale la prova orale nel punteggio finale?

Nei concorsi per esami il punteggio finale è la somma del voto della prova scritta e del voto della prova orale: l'orale pesa quindi quanto la scritta. Nei concorsi per titoli ed esami i titoli possono valere al massimo un terzo del punteggio finale e si valutano dopo le prove orali.

Quando si conosce l'esito della prova orale?

Lo stesso giorno: gli esiti delle prove orali sono pubblicati al termine di ogni sessione giornaliera d'esame (art. 11, comma 5, D.P.R. 487/1994). La graduatoria finale arriva entro 30 giorni per la valutazione dei titoli più 15 giorni per l'elaborazione.

Dopo il 2026 i concorsi torneranno ad avere la prova orale?

La deroga che consente la sola prova scritta scade il 31 dicembre 2026 e al 3 settembre 2026 non risulta alcuna proroga. Salvo interventi normativi, i bandi pubblicati dal 1° gennaio 2027 dovranno prevedere sia la prova scritta sia la prova orale.

Quanto dura la prova orale di un concorso?

I bandi degli enti locali di norma non indicano una durata. Nella pratica il colloquio dura una manciata di minuti, il tempo di rispondere ai quesiti estratti per ciascuna materia d'esame. La durata effettiva risulta dai verbali della commissione, che sono atti accessibili.

Quante domande fanno alla prova orale di un concorso?

Il numero non è fissato da una norma generale, ma l'art. 12, comma 1 del D.P.R. 487/1994 stabilisce che la commissione determina i quesiti «per ciascuna delle materie di esame»: puoi quindi aspettarti almeno una domanda per ogni materia indicata nel bando, estratta a sorte.

Si può assistere alla prova orale di un altro candidato?

Sì. Le prove orali si svolgono in un'aula aperta al pubblico e, quando si tengono in videoconferenza, deve essere comunque garantita la pubblicità della prova (art. 7, comma 3, D.P.R. 487/1994). Assistere alle sedute che precedono la tua è un modo legittimo per capire il registro della commissione.

Vedi anche

Fonti

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