Alla prova scritta del concorso INPS PECS accedono 3.390 candidati, pari al doppio dei 1.695 posti, più chi si classifica a pari merito all’ultimo posto utile. Il punto che quasi nessuno spiega è un altro: quel numero è nazionale. Alla preselettiva non competi con chi ha scelto la tua stessa sede, competi con tutti. La divisione per struttura arriva dopo, quando dalla prova scritta nascono le graduatorie di merito. Sono due partite diverse, e capirlo cambia il modo in cui ti prepari da qui alla prova.
Parliamo del concorso INPS per 1.695 funzionari PECS, sigla che sta per Progettazione, Erogazione e Controllo dei Servizi. Il bando è stato pubblicato il 25 giugno 2026 sul Portale inPA e le domande si sono chiuse il 27 luglio 2026. Tutto quello che segue è ricavato dal testo del bando, articolo per articolo.
Aggiornato al 10 settembre 2026.

In sintesi
- Alla prova scritta accedono i candidati con il punteggio più alto fino a 2 volte i posti a concorso, cioè 3.390, più gli ex aequo all’ultimo posto utile (art. 6, comma 4 del bando).
- L’articolo sulla preselezione non prevede alcuna ripartizione per sede, a differenza dell’articolo sulla graduatoria, che invece la scrive nero su bianco: il filtro della preselettiva è quindi unico per tutti.
- Il punteggio della preselettiva non entra nel punteggio finale (art. 6, comma 5): serve solo a passare lo sbarramento.
- La graduatoria di merito è elaborata per ciascuna struttura della tabella dei posti, sommando il voto della scritta e i titoli, che valgono al massimo 10 punti (artt. 8 e 9, comma 1).
- Se in una sede gli idonei non bastano, l’INPS si riserva la facoltà di attingere alle graduatorie di direzioni preferibilmente confinanti, previo interpello e assenso dell’interessato (art. 9, comma 5).
- Sui 1.695 posti, 944 sono al Nord: il 55,7% del totale. Al Sud e nelle isole, compresa la Direzione di coordinamento metropolitano di Napoli, sono 134.
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Quanti candidati passano alla prova scritta del concorso INPS PECS?
Passano 3.390 candidati, più quelli classificati a pari merito all’ultimo posto utile. Lo stabilisce l’articolo 6, comma 4 del bando: alla prova scritta sono ammessi i concorrenti che hanno ottenuto il punteggio maggiore «in numero multiplo pari a 2 volte i posti messi a concorso». I posti a concorso sono 1.695, quindi il doppio fa 3.390.
Con ogni probabilità la preselettiva si farà. Il bando la prevede solo nell’eventualità in cui arrivino più di 4.000 domande, e secondo la CISL FP quella soglia è stata superata: lo scrive in un comunicato del 10 settembre 2026, precisando però che il numero esatto delle domande non è mai stato pubblicato dall’INPS. Alla data di questo articolo non risulta alcun dato ufficiale sulle candidature, né un calendario delle prove.
Una cosa vale la pena fissarla subito, perché toglie ansia inutile: il punteggio della preselettiva non concorre alla formazione del punteggio finale (art. 6, comma 5). Non devi massimizzarlo, devi solo arrivare sopra la linea. Chi passa con il punteggio più alto e chi passa per un soffio ripartono esattamente dallo stesso punto.
La preselettiva del concorso INPS PECS è nazionale o divisa per sede?
È nazionale. Il bando non usa quella parola, ma lo dice con la differenza di formulazione fra due articoli: quello sulla preselezione parla di «2 volte i posti messi a concorso» senza alcun riferimento alle strutture, mentre quello sulla graduatoria specifica «per ciascuna struttura elencata nella tabella». Dove il bando ha voluto ripartire per sede, lo ha scritto. Nell’articolo sulla preselezione non lo ha scritto.
| Fase | Cosa dice il bando | Come si compete |
|---|---|---|
| Preselettiva (art. 6, c. 4) | Ammessi alla scritta i punteggi migliori «in numero multiplo pari a 2 volte i posti messi a concorso» | Con tutti i candidati, indipendentemente dalla sede scelta |
| Prova scritta (art. 9, c. 1) | Graduatoria di merito elaborata «per ciascuna struttura elencata nella tabella» | Solo con chi ha scelto la tua stessa struttura |
C’è un terzo elemento che conferma questa lettura, ed è dentro il bando stesso. L’articolo 9, comma 5 disciplina il caso in cui la graduatoria di una direzione risulti incapiente, cioè con meno idonei dei posti da coprire. È una previsione che ha senso proprio perché il filtro a monte non garantisce a nessuna sede un numero minimo di candidati alla scritta. Se la preselettiva selezionasse struttura per struttura, il problema si porrebbe molto più raramente.
È la stessa lettura data dalla CISL FP nel comunicato del 10 settembre, che segnala il rischio di graduatorie regionali con un numero di candidati insufficiente a coprire i posti, perché gli ammessi alla scritta escono da un unico bacino nazionale. Va detto con onestà: l’INPS non ha pubblicato chiarimenti su questo punto, e quanto sopra è una lettura del testo del bando, non una nota ufficiale dell’Istituto. Ma è la lettura che il testo sostiene.
La conseguenza pratica per te è concreta. Se hai scelto una sede con pochi posti sperando in una concorrenza più bassa, quel vantaggio non si applica alla preselettiva: lì il tuo punteggio va confrontato con quello di tutti gli altri. Lo sbarramento iniziale è il momento in cui la sede che hai indicato conta meno di quanto pensi.
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Come si forma la graduatoria finale del concorso INPS PECS?
La graduatoria di merito nasce dalla somma tra il voto della prova scritta e il punteggio dei titoli, ed è elaborata separatamente per ciascuna delle 24 strutture elencate nella tabella dei posti (art. 9, comma 1). Non esiste una graduatoria finale unica: la tua posizione dipende solo da chi ha scelto la tua stessa direzione.
Il peso delle due componenti è molto sbilanciato, ed è una cosa che conviene sapere prima di illudersi sul curriculum:
- Prova scritta: valutata in trentesimi. Si supera con almeno 21/30 in entrambe le sezioni, quella sui brani tecnico-giuridici e quella sui casi situazionali. Il mancato raggiungimento del minimo in una sezione fa fallire la prova, indipendentemente dal punteggio dell’altra (art. 7, comma 3).
- Titoli: al massimo 10 punti, valutati solo dopo la prova scritta e solo se dichiarati in domanda (art. 8). Il voto di laurea vale fino a 2 punti, un ulteriore titolo di studio attinente fino a 3, master e dottorato fino a 5 complessivi.
C’è poi un dettaglio che il bando chiude in anticipo e che spesso genera domande. A parità di punteggio si applicano le preferenze dell’art. 5 del D.P.R. 487/1994, ma la preferenza per il genere meno rappresentato non si applica: il bando certifica che al 31 dicembre 2025 la rappresentatività era del 40% per il genere maschile e del 60% per quello femminile, un differenziale non superiore al 30% (art. 9, comma 2). La graduatoria approvata dal Consiglio di Amministrazione resta poi efficace due anni dall’approvazione, e chi si colloca dopo l’ultimo vincitore è idoneo.
Cosa succede se in una sede del concorso INPS PECS non ci sono abbastanza idonei?
Se in una direzione gli idonei sono meno dei posti banditi, l’INPS si riserva la facoltà di coprire i posti vacanti attingendo alle graduatorie degli idonei di altre direzioni, preferibilmente confinanti, scegliendo quelle con il maggior numero di idonei, previo interpello e assenso degli interessati (art. 9, comma 5). È un correttivo, ma più debole di quanto sembri.
Tre parole di quel comma meritano attenzione, perché delimitano esattamente quanto puoi contarci:
- «Si riserva la facoltà»: è una possibilità che l’Amministrazione può esercitare, non un obbligo. Nessuno può pretendere lo scorrimento come un diritto.
- «Preferibilmente confinanti»: il meccanismo è pensato per la prossimità geografica. È il limite che la CISL FP segnala nel suo comunicato, osservando che può funzionare fra regioni limitrofe ma difficilmente fra regioni distanti centinaia di chilometri.
- «Previo interpello e assenso»: nessuno ti assegna d’ufficio a una sede diversa da quella che hai scelto. Ti viene chiesto, e decidi tu.
Tradotto: se la tua direzione dovesse restare scoperta, i posti non si trasferiscono automaticamente altrove e non spariscono. Restano vacanti finché l’INPS non decide di attivare l’interpello, e solo candidati idonei di altre sedi che accettano possono coprirli.
Dove sono davvero i 1.695 posti del concorso INPS PECS?
La distribuzione è fortemente sbilanciata verso il Nord. Il rovescio della medaglia lo abbiamo raccontato altrove: dove i posti sono pochi, le sedi risultano proporzionalmente molto più affollate. Sommando le voci della tabella dell’art. 1, comma 2 del bando, 944 posti sono nelle direzioni del Nord, il 55,7% del totale. Al Centro sono 397, al Sud e nelle isole soltanto 134. A parte ci sono i 220 posti della Direzione Servizi al Territorio, struttura centrale che nella tabella figura autonomamente.
| Area | Posti | Quota |
|---|---|---|
| Nord (con DCM Milano) | 944 | 55,7% |
| Centro (con DCM Roma) | 397 | 23,4% |
| Direzione Servizi al Territorio | 220 | 13,0% |
| Sud e isole (con DCM Napoli) | 134 | 7,9% |
Elaborazione di Smart Concorsi Editore sulla tabella dei posti dell’art. 1, comma 2 del bando. Il dato coincide con il 56% indicato dalla CISL FP nel comunicato del 10 settembre 2026.
Dentro la tabella c’è però una trappola che vale la pena guardare da vicino, perché riguarda tre delle regioni più popolose. Le Direzioni di coordinamento metropolitano sono strutture distinte dalle Direzioni regionali, e i numeri cambiano radicalmente:
- Campania 5 posti, ma DCM Napoli 90.
- Lazio 17 posti, ma DCM Roma 215.
- Lombardia 190 posti, e in più DCM Milano 196.
Le direzioni con il maggior numero di posti sono la Direzione Servizi al Territorio (220), la DCM Roma (215), la DCM Milano (196), la Lombardia (190) e l’Emilia Romagna (182). All’estremo opposto, sette strutture hanno 5 posti ciascuna: Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia e Sicilia. Sardegna e Valle d’Aosta ne hanno 6.
Come conviene prepararsi adesso al concorso INPS PECS?
Prima la preselettiva, poi le materie del profilo. I 60 quesiti attitudinali del filtro non contengono diritto della previdenza, e il diario della prova arriva con soli 15 giorni di preavviso. Davanti a te ci sono due prove che misurano cose diverse, e la prima non premia ciò che hai studiato sul programma d’esame.
- La preselettiva è un test di velocità e precisione su 60 quesiti di logica, comprensione e ragionamento verbale, inglese, competenze informatiche e cultura generale. Nessuna di queste voci è diritto della previdenza. È un filtro nazionale e va superato per primo.
- La prova scritta è tutt’altro: brani tecnico-giuridici da completare sulle materie del profilo, cioè diritto del lavoro e della previdenza, legislazione sociale, pianificazione e controllo di gestione, organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione, più casi situazionali a contenuto operativo. Qui la competizione torna locale.
Il diario della preselettiva sarà pubblicato sul Portale inPA e sul sito INPS con almeno 15 giorni di preavviso rispetto alla data della prova (art. 5, comma 2). Quindici giorni non bastano a costruire una preparazione da zero sui quesiti attitudinali: è il tempo del ripasso, non quello dell’apprendimento.

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Superato lo sbarramento cambia tutto: dalla prova scritta in poi la partita è sulle materie del profilo, e si gioca solo contro chi ha scelto la tua stessa direzione. Per quella fase il riferimento è il manuale Smart Concorsi Editore dedicato alla prova scritta del concorso PECS, che copre il programma d’esame e i casi situazionali. I due volumi sono pensati per essere usati in sequenza, uno per il filtro e uno per la gara vera.
Domande frequenti sulle graduatorie del concorso INPS PECS
Passano 3.390 candidati, più quelli classificati a pari merito all’ultimo posto utile. L’art. 6, comma 4 del bando ammette alla prova scritta chi ha ottenuto il punteggio maggiore «in numero multiplo pari a 2 volte i posti messi a concorso»: i posti sono 1.695, quindi il doppio è 3.390.
Sì, secondo il comunicato CISL FP INPS del 10 settembre 2026, che dà per superata la soglia delle 4.000 domande oltre la quale il bando la prevede. L’INPS non ha però pubblicato né una conferma ufficiale né il numero delle candidature, e alla stessa data non risulta un calendario delle prove.
È nazionale. L’art. 6, comma 4 del bando parla di «2 volte i posti messi a concorso» senza alcun riferimento alle singole strutture, mentre l’art. 9, comma 1 specifica che la graduatoria di merito è elaborata «per ciascuna struttura elencata nella tabella». Alla preselettiva quindi competi con tutti i candidati, non solo con chi ha scelto la tua sede.
No. L’art. 6, comma 5 del bando stabilisce che il punteggio della prova preselettiva non concorre alla formazione del punteggio finale. Serve soltanto a superare lo sbarramento e ad accedere alla prova scritta.
La graduatoria di merito è elaborata per ciascuna struttura della tabella dei posti e nasce dalla somma tra il voto della prova scritta e il punteggio dei titoli (art. 9, comma 1). Non esiste una graduatoria finale unica a livello nazionale: la tua posizione dipende solo da chi ha scelto la tua stessa direzione.
Al massimo 10 punti, valutati dopo la prova scritta e solo se dichiarati in domanda (art. 8 del bando). Il voto di laurea vale fino a 2 punti, un ulteriore titolo di studio attinente fino a 3 punti, master e dottorato fino a 5 punti complessivi.
Servono almeno 21/30 in entrambe le sezioni della prova, quella sull’analisi dei brani tecnico-giuridici e quella sui casi situazionali. Se non raggiungi il minimo in una delle due sezioni la prova non è superata, indipendentemente dal punteggio ottenuto nell’altra (art. 7, comma 3).
L’art. 9, comma 5 del bando prevede che l’INPS si riservi la facoltà di coprire i posti vacanti attingendo alle graduatorie degli idonei di altre direzioni, preferibilmente confinanti e con il maggior numero di idonei, previo interpello e assenso degli interessati. È una facoltà dell’Amministrazione, non un obbligo, e richiede il consenso del candidato.
No. In domanda hai indicato una sola struttura e concorri per i posti di quella struttura. L’unico caso in cui puoi finire altrove è l’interpello previsto dall’art. 9, comma 5, che riguarda gli idonei di una direzione quando un’altra direzione resta scoperta, e richiede comunque il tuo assenso.
Due anni dalla data di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione dell’INPS, ai sensi dell’art. 35, comma 5-ter del D.Lgs. 165/2001 richiamato dall’art. 9, comma 4 del bando. Chi si colloca dopo l’ultimo vincitore è considerato idoneo.
Non c’è ancora una data. Il bando stabilisce che sede, giorno e ora della preselettiva e della prova scritta sono pubblicati sul Portale inPA e sul sito INPS almeno 15 giorni prima della prova, con valore di notifica a tutti gli effetti (art. 5, comma 2).
Al Sud e nelle isole sono 134 su 1.695, il 7,9% del totale, compresi i 90 posti della Direzione di coordinamento metropolitano di Napoli. Al Nord sono 944, il 55,7%. Sette strutture ne hanno soltanto 5 ciascuna: Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia e Sicilia.
Fonti
- Bando di concorso INPS per 1.695 Funzionari PECS, pubblicato il 25 giugno 2026: scheda ufficiale e testo integrale sul Portale inPA (artt. 1, 5, 6, 7, 8 e 9).
- Comunicato CISL FP INPS del 10 settembre 2026, a firma del Coordinatore Nazionale Paolo Scilinguo, sul concorso per 1.695 funzionari PECS.
- D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, art. 5 (precedenze e preferenze) e art. 6 (preferenza di genere), richiamati dall’art. 9 del bando.
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