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Legge 689/1981 e sanzioni amministrative: cosa serve per il concorso di Polizia Locale

La legge 689/1981 (legge 24 novembre 1981, n. 689) è la legge che stabilisce come nasce, si contesta e si riscuote una sanzione amministrativa. Per un agente di Polizia Locale non è teoria: è la cornice di quasi tutto ciò che farà ogni giorno, dal verbale all’ordinanza-ingiunzione. Nei bandi per Agente e Ufficiale di Polizia Locale però è quasi sempre nascosta dietro formule come «legislazione in materia di sanzioni amministrative» o «depenalizzazione», e chi cerca il numero nel programma d’esame rischia di non trovarla e di darla per non richiesta.

Questa guida ripercorre gli articoli che servono davvero al concorso, nell’ordine in cui li incontri sul campo: i principi, l’accertamento, la contestazione, il pagamento in misura ridotta, l’ordinanza-ingiunzione e l’opposizione. Con un capitolo finale su ciò che confonde più spesso i candidati, cioè che cosa cambia quando la violazione è del Codice della Strada.

Aggiornato al 10 settembre 2026.

Un agente di Polizia Locale consegna un verbale a un cittadino lungo una strada del centro storico

In sintesi

  • Principio di legalità (art. 1): nessuna sanzione amministrativa senza una legge in vigore prima della violazione.
  • Basta la colpa (art. 3): l’azione o omissione deve essere cosciente e volontaria, «sia essa dolosa o colposa».
  • Minori non sanzionabili (art. 2): sotto i 18 anni risponde chi era tenuto alla sorveglianza.
  • Contestazione immediata quando possibile, altrimenti notifica entro 90 giorni dall’accertamento: oltre quel termine l’obbligazione si estingue (art. 14).
  • Pagamento in misura ridotta entro 60 giorni: un terzo del massimo, oppure il doppio del minimo se più favorevole (art. 16).
  • Se non si paga: rapporto all’autorità competente (art. 17) e poi ordinanza-ingiunzione, che è titolo esecutivo (art. 18).
  • Opposizione davanti al giudice ordinario, regolata però dall’art. 6 del D.Lgs. 150/2011, non più dalla 689 (art. 22).
  • Nel Codice della Strada il regime è diverso: si paga il minimo edittale, con sconto del 30% entro 5 giorni, e si ricorre al Prefetto (artt. 202 e 203).

Questi otto punti sono il perimetro d’esame. Nel manuale Smart Concorsi Editore per il concorso di Polizia Locale diventano teoria, casi operativi e quiz commentati.

Che cos’è la legge 689/1981 e perché la trovi nel bando di Polizia Locale?

La legge 689/1981 è la legge che ha depenalizzato una massa di reati minori trasformandoli in illeciti amministrativi, e che detta le regole generali di quel sistema: chi risponde, come si accerta la violazione, entro quando si contesta, quanto si paga e come ci si difende. Nei programmi d’esame compare quasi sempre per materia e non per numero. Il bando del Comune di Pattada per Agente di Polizia Locale, per esempio, la elenca come «legislazione in materia di applicazione delle sanzioni amministrative (L. 689/1981 e successive modifiche)».

È lo stesso meccanismo che abbiamo descritto per la legge 65/1986 sull’ordinamento della Polizia Locale: due leggi centrali per il ruolo, entrambe difficili da riconoscere nell’elenco delle materie. Le due non si sovrappongono. La 65 dice chi sei e quali poteri hai, la 689 dice che cosa succede dopo che hai accertato una violazione.

Un chiarimento che vale per tutto il resto: la 689 è la legge generale. Le leggi di settore possono derogarvi, e la deroga più importante per un vigile urbano è proprio il Codice della Strada, di cui parliamo alla fine.

Quali principi generali dell’illecito amministrativo devi conoscere?

I principi generali dell’illecito amministrativo stanno negli articoli da 1 a 9: legalità e irretroattività (art. 1), capacità di intendere e volere dai 18 anni (art. 2), sufficienza della colpa (art. 3), cause di esclusione (art. 4), concorso di persone (art. 5), solidarietà (art. 6), non trasmissibilità agli eredi (art. 7), concorso di violazioni (art. 8) e specialità (art. 9). È una delle parti che pesano di più nei quiz, perché ricalca il diritto penale con differenze precise che si prestano alle domande a trabocchetto.

  • Legalità e irretroattività (art. 1). «Nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione», e quelle leggi «si applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati».
  • Capacità di intendere e volere (art. 2). Non è sanzionabile chi al momento del fatto non aveva compiuto 18 anni o era incapace, salvo incapacità dovuta a sua colpa o preordinata. Negli altri casi risponde chi era tenuto alla sorveglianza, salvo provi di non aver potuto impedire il fatto.
  • Elemento soggettivo (art. 3). Ciascuno risponde della propria azione od omissione «cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa». È la differenza chiave rispetto al penale: nell’illecito amministrativo la colpa basta sempre, non serve provare il dolo.
  • Cause di esclusione (art. 4). Adempimento di un dovere, esercizio di una facoltà legittima, stato di necessità, legittima difesa. Se la violazione è commessa per ordine dell’autorità, ne risponde il pubblico ufficiale che ha dato l’ordine.
  • Concorso di persone (art. 5). Quando più persone concorrono in una violazione, ciascuna soggiace alla sanzione prevista, salvo che la legge disponga diversamente. Non si divide l’importo fra i concorrenti.
  • Solidarietà (art. 6). Rispondono in solido il proprietario della cosa usata per commettere la violazione, chi ha autorità o vigilanza sull’autore, e la persona giuridica per il fatto del dipendente nell’esercizio delle funzioni. Chi paga ha diritto di regresso per l’intero verso l’autore.
  • Non trasmissibilità agli eredi (art. 7). «L’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette agli eredi». È un articolo di una riga sola ed è fra i più chiesti ai quiz.
  • Specialità (art. 9). Quando lo stesso fatto è punito da una norma penale e da una amministrativa si applica la disposizione speciale. Ma se la norma amministrativa è regionale o delle Province autonome, si applica in ogni caso quella penale.

C’è anche una regola sul concorso di violazioni (art. 8): chi con una sola azione od omissione viola più disposizioni, o commette più violazioni della stessa disposizione, «soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo». Attenzione a un dettaglio che i quiz sfruttano: il cumulo giuridico per più azioni in tempi diversi, cioè la continuazione, è previsto dal secondo comma solo in materia di previdenza e assistenza obbligatorie.

Questi articoli si fissano allenandoli sui quesiti, non rileggendoli: il manuale Smart Concorsi Editore per il concorso di Polizia Locale contiene teoria, casi operativi e quiz commentati su tutta la parte sanzionatoria. Vai al manuale su Amazon →

Come si determina l’importo di una sanzione amministrativa?

La sanzione amministrativa pecuniaria consiste nel pagamento di una somma non inferiore a 10 euro e non superiore a 15.000 euro (art. 10). Le sanzioni proporzionali non hanno limite massimo, e fuori dai casi stabiliti dalla legge il massimo non può superare il decuplo del minimo.

Quando la legge fissa un minimo e un massimo, l’importo si determina con i criteri dell’art. 11, che sono quattro e conviene saperli a memoria perché tornano spesso:

  • la gravità della violazione;
  • l’opera svolta dall’agente per eliminare o attenuare le conseguenze;
  • la personalità del trasgressore;
  • le sue condizioni economiche.

Gli stessi criteri valgono per l’applicazione delle sanzioni accessorie facoltative. Fra queste rientra la confisca amministrativa (art. 20): è facoltativa per le cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione, ed è invece obbligatoria per le cose che ne sono il prodotto, sempre che appartengano a chi è tenuto al pagamento. Su richiesta di chi si trova in condizioni economiche disagiate, l’autorità può infine concedere il pagamento rateale in un numero di rate mensili da tre a trenta (art. 26).

Che poteri ha l’agente quando accerta una violazione?

L’art. 13 elenca i poteri di accertamento, ed è l’articolo che descrive letteralmente il lavoro sul campo. Gli organi addetti al controllo possono assumere informazioni, procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e a ogni altra operazione tecnica.

Possono inoltre procedere al sequestro cautelare delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa, nei modi e con i limiti con cui il codice di procedura penale consente il sequestro alla polizia giudiziaria. Lo stesso articolo prevede che sia sempre disposto il sequestro del veicolo a motore o del natante che circola senza assicurazione obbligatoria o senza che sia stato rilasciato il documento di circolazione. Attenzione però, ed è coerente con il resto di questa guida: per i veicoli che circolano su strada la mancata copertura assicurativa ha oggi una disciplina propria nell’art. 193 del Codice della Strada, che la punisce con una sanzione da 866 a 3.464 euro e prevede un proprio regime di sequestro. Anche qui la norma speciale viene prima di quella generale.

Un potere in più spetta a ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, qualifica che l’agente di Polizia Locale possiede nell’ambito territoriale dell’ente e nei limiti delle proprie attribuzioni: quando non sia possibile acquisire altrimenti gli elementi di prova, possono procedere a perquisizioni in luoghi diversi dalla privata dimora, previa autorizzazione motivata. È anche il punto in cui si vede l’età della legge: il testo vigente attribuisce ancora quell’autorizzazione al pretore, figura soppressa dalla riforma del giudice unico.

Entro quanto tempo va contestata o notificata la violazione?

La violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente sia al trasgressore sia all’obbligato in solido. Se la contestazione immediata non c’è stata, gli estremi della violazione vanno notificati entro 90 giorni dall’accertamento per i residenti in Italia e 360 giorni per i residenti all’estero (art. 14).

L’ultimo comma dell’articolo contiene la conseguenza più pesante di tutta la legge, ed è il motivo per cui i termini vanno saputi con precisione: l’obbligazione di pagare si estingue per la persona nei cui confronti è stata omessa la notificazione nel termine prescritto. Un verbale notificato fuori termine non è un verbale discutibile, è un verbale che non produce più alcun obbligo.

Due precisazioni che i quiz amano. I 90 giorni decorrono dall’accertamento, non dalla data del fatto: fra i due momenti può passare del tempo, per esempio quando servono verifiche. E quando gli atti arrivano dall’autorità giudiziaria, il termine decorre dalla data della ricezione.

Come funziona il pagamento in misura ridotta?

Entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione, il trasgressore può chiudere la posizione pagando una somma ridotta pari alla terza parte del massimo previsto, oppure, se più favorevole e se la norma stabilisce un minimo edittale, al doppio del minimo, oltre alle spese del procedimento (art. 16).

Il secondo comma è quello che interessa più da vicino chi lavora in un Comune, e viene spesso ignorato: per le violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali e provinciali, la Giunta può stabilire un importo diverso del pagamento in misura ridotta, in deroga alla regola generale, purché resti dentro il minimo e il massimo edittali. È il motivo per cui, sullo stesso tipo di violazione regolamentare, l’importo può cambiare da Comune a Comune.

Che cosa succede se il trasgressore non paga?

Se il trasgressore non paga entro i 60 giorni, si apre la fase amministrativa in tre passaggi: rapporto, scritti difensivi, ordinanza-ingiunzione. Il funzionario o l’agente che ha accertato la violazione deve presentare rapporto, con la prova delle contestazioni o notificazioni eseguite, all’autorità competente (art. 17). Per le violazioni dei regolamenti comunali il rapporto va al sindaco; per quelle dei regolamenti provinciali al presidente della provincia; negli altri casi all’ufficio periferico del ministero competente o, in mancanza, al prefetto.

A quel punto l’interessato ha 30 giorni dalla contestazione o notificazione per far pervenire scritti difensivi e documenti e per chiedere di essere sentito (art. 18). L’autorità, esaminate le difese, se ritiene fondato l’accertamento emette ordinanza-ingiunzione motivata che determina la somma e ne ingiunge il pagamento; altrimenti emette ordinanza di archiviazione, comunicandola integralmente all’organo che ha redatto il rapporto.

Il pagamento va effettuato entro 30 giorni dalla notificazione dell’ordinanza, che sale a 60 giorni se l’interessato risiede all’estero. E l’ordinanza-ingiunzione costituisce titolo esecutivo: da lì si passa alla riscossione forzata. Il ritardo costa: in caso di pagamento tardivo la somma è maggiorata di un decimo per ogni semestre, dal semestre in cui la sanzione è divenuta esigibile fino a quello in cui il ruolo è trasmesso all’esattore, e la maggiorazione assorbe gli interessi (art. 27). Il diritto a riscuotere si prescrive comunque in cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione (art. 28).

Come si fa opposizione a una sanzione amministrativa?

Contro l’ordinanza-ingiunzione, e contro l’ordinanza che dispone la sola confisca, si propone opposizione davanti all’autorità giudiziaria ordinaria. Qui però c’è la trappola più insidiosa della materia, e riguarda proprio chi studia sui testi datati: il procedimento non è più disciplinato dalla 689.

Il testo vigente dell’art. 22 rinvia infatti all’art. 6 del D.Lgs. 1° settembre 2011, n. 150, e tutti i commi successivi dell’articolo risultano abrogati dallo stesso decreto. Chi ha imparato termini e riti leggendo la vecchia formulazione della 689 sta studiando una norma che non c’è più. Resta fermo quanto previsto dall’art. 133 del Codice del processo amministrativo per le materie di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Che cosa cambia quando la violazione è del Codice della Strada?

Cambiano tre cose: nel Codice della Strada si paga il minimo edittale e non un terzo del massimo, c’è uno sconto del 30% per chi paga entro 5 giorni, e il rimedio amministrativo è il ricorso al Prefetto entro 60 giorni anziché gli scritti difensivi seguiti dall’ordinanza-ingiunzione. È la confusione più frequente ai concorsi di Polizia Locale, perché il vigile applica ogni giorno entrambi i sistemi. Il punto di partenza è l’art. 194 del Codice della Strada: alle sanzioni amministrative pecuniarie del Codice «si applicano le disposizioni generali contenute nelle Sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, salve le modifiche e le deroghe previste dalle norme del presente capo». La 689 resta quindi la cornice, ma il Codice deroga sui punti pratici.

Legge 689/1981Codice della Strada
Quanto si paga in misura ridottaUn terzo del massimo, o il doppio del minimo se più favorevole (art. 16)Il minimo fissato dalla norma (art. 202, c. 1)
Sconto per pagamento rapidoNon previsto−30% se si paga entro 5 giorni (art. 202, c. 1)
Termine per pagare60 giorni60 giorni
Rimedio amministrativoScritti difensivi entro 30 giorni, poi ordinanza-ingiunzione (art. 18)Ricorso al Prefetto entro 60 giorni (art. 203)
Rimedio giurisdizionaleOpposizione ex art. 6 D.Lgs. 150/2011 (art. 22)Opposizione ex art. 7 D.Lgs. 150/2011 (art. 204-bis)

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Due dettagli dell’art. 202 che vale la pena fissare. Lo sconto del 30% non si applica alle violazioni per cui è prevista la confisca del veicolo ai sensi dell’art. 210, comma 3, né a quelle che comportano la sospensione della patente. E se l’agente accertatore è munito di apparecchiatura idonea, il conducente può pagare immediatamente nelle mani dell’agente con strumenti di pagamento elettronico, nella misura ridotta scontata.

Sul ricorso al Prefetto, l’art. 203 prevede due strade alternative: presentarlo all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore, anche per raccomandata o via PEC, oppure inviarlo direttamente al Prefetto. Il ricorso al Prefetto e l’opposizione al giudice sono alternativi: l’art. 204-bis lo dice espressamente. Per il quadro completo delle novità del Codice resta utile la nostra guida alla riforma del Codice della Strada del 2024.

Come studiare la legge 689/1981 per il concorso di Polizia Locale?

Si studia concentrandosi sui numeri e sulle sequenze, perché è lì che si gioca la prova: 90 giorni per notificare, 60 per pagare in misura ridotta, 30 per gli scritti difensivi, 30 per pagare dopo l’ordinanza, un decimo di maggiorazione per ogni semestre di ritardo, 5 anni di prescrizione. I quesiti su questa materia raramente chiedono una definizione: chiedono entro quanti giorni, a chi va il rapporto, quanto si paga in misura ridotta, quale rimedio si attiva per primo.

  • Ripeti la sequenza dei termini a voce e in ordine, finché non la dici senza guardare. È il tipo di dato che in preselettiva si recupera in due secondi o non si recupera affatto.
  • Tieni sempre due colonne mentali, 689 e Codice della Strada, sulle quattro voci della tabella qui sopra. È da lì che arriva la maggior parte degli errori.
  • Diffida dei testi non aggiornati sull’art. 22: il rito dell’opposizione sta nel D.Lgs. 150/2011.
  • Allena la materia sui quiz, non sulla rilettura. Le domande tendono a ripetersi da un bando all’altro, e riconoscere lo schema aiuta più che ricordare il testo.
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Domande frequenti sulla legge 689/1981

Che cos’è la legge 689/1981?

È la legge del 24 novembre 1981 che ha depenalizzato molti reati minori trasformandoli in illeciti amministrativi e che detta le regole generali del sistema sanzionatorio amministrativo: chi risponde della violazione, come si accerta, entro quando si contesta, quanto si paga e come ci si difende.

La legge 689/1981 è materia d’esame nei concorsi di Polizia Locale?

Sì, ma nei bandi compare quasi sempre per materia e non per numero, dietro formule come «depenalizzazione» o «legislazione in materia di sanzioni amministrative». Il bando del Comune di Pattada per Agente di Polizia Locale, per esempio, la indica come «legislazione in materia di applicazione delle sanzioni amministrative (L. 689/1981 e successive modifiche)».

Entro quanto tempo va notificata una sanzione amministrativa?

La violazione va contestata immediatamente quando è possibile. Se la contestazione immediata non c’è stata, gli estremi vanno notificati entro 90 giorni dall’accertamento per chi risiede in Italia e 360 giorni per chi risiede all’estero. Se la notifica non avviene nel termine, l’obbligazione di pagare si estingue (art. 14).

Quanto si paga con il pagamento in misura ridotta?

Una somma pari alla terza parte del massimo previsto per la violazione, oppure, se più favorevole e se la norma stabilisce un minimo edittale, il doppio del minimo, più le spese del procedimento. Il termine è di 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione (art. 16).

Nell’illecito amministrativo serve il dolo o basta la colpa?

Basta la colpa. L’art. 3 della legge 689/1981 stabilisce che ciascuno risponde della propria azione od omissione cosciente e volontaria, «sia essa dolosa o colposa». È una differenza importante rispetto al diritto penale, dove di regola il reato è punito a titolo di dolo salvo che la legge preveda espressamente la forma colposa.

Un minorenne può ricevere una sanzione amministrativa?

No. L’art. 2 esclude dalla sanzione amministrativa chi al momento del fatto non aveva compiuto 18 anni o non aveva la capacità di intendere e di volere. In quel caso della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.

Che cos’è l’ordinanza-ingiunzione?

È il provvedimento con cui l’autorità competente, esaminati gli scritti difensivi e sentito l’interessato che ne abbia fatto richiesta, determina la somma dovuta e ne ingiunge il pagamento. Va pagata entro 30 giorni dalla notificazione, 60 se l’interessato risiede all’estero, e costituisce titolo esecutivo (art. 18).

Come si fa opposizione a un’ordinanza-ingiunzione?

Si propone opposizione davanti all’autorità giudiziaria ordinaria, ma il procedimento non è più quello della legge 689/1981: l’art. 22 nel testo vigente rinvia all’art. 6 del D.Lgs. 1° settembre 2011, n. 150, e i commi successivi dell’articolo sono stati abrogati dallo stesso decreto. È un punto in cui i testi non aggiornati inducono in errore.

A chi presenta il rapporto l’agente che ha accertato la violazione?

Se il pagamento in misura ridotta non è stato effettuato, il rapporto va all’ufficio periferico del ministero competente per materia o, in mancanza, al prefetto. Per le violazioni dei regolamenti comunali il rapporto è presentato al sindaco, per quelle dei regolamenti provinciali al presidente della provincia (art. 17).

Che differenza c’è tra la legge 689/1981 e il Codice della Strada sulle sanzioni?

L’art. 194 del Codice della Strada richiama le disposizioni generali della legge 689/1981 «salve le modifiche e le deroghe» previste dal Codice stesso. Le deroghe principali sono tre: nel Codice si paga il minimo edittale e non un terzo del massimo, c’è uno sconto del 30% per il pagamento entro 5 giorni, e il rimedio amministrativo è il ricorso al Prefetto entro 60 giorni anziché gli scritti difensivi seguiti dall’ordinanza-ingiunzione.

In quanto tempo si prescrive una sanzione amministrativa?

Il diritto a riscuotere le somme dovute si prescrive in cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione. L’interruzione della prescrizione è regolata dalle norme del codice civile (art. 28).

Le sanzioni amministrative si trasmettono agli eredi?

No. L’art. 7 della legge 689/1981 stabilisce in una sola riga che «l’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette agli eredi». È una differenza netta rispetto ai debiti ordinari e una delle domande più frequenti nei quiz.

Qual è la differenza tra ricorso al Prefetto e opposizione al giudice?

Per le violazioni del Codice della Strada il ricorso al Prefetto si propone entro 60 giorni ed è un rimedio amministrativo (art. 203), mentre l’opposizione davanti al giudice ordinario è un rimedio giurisdizionale regolato dall’art. 7 del D.Lgs. 150/2011 (art. 204-bis). I due rimedi sono alternativi: scelto uno, non si può percorrere l’altro.

Fonti

Vedi anche

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