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Legge 65/1986: cosa studiare per il concorso di Polizia Locale

La Legge 65/1986 — per esteso legge 7 marzo 1986 n. 65 — è la legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale: quattordici articoli che stabiliscono chi svolge le funzioni di polizia locale, quali qualifiche ha un agente, dove può operare e a quali condizioni può portare l’arma. È tuttora vigente e non è mai stata sostituita: è la norma su cui si regge tutto il resto del programma d’esame.

Il problema è che nei bandi quasi non la vedrai scritta così. Fra le materie compare come «ordinamento della polizia locale» o «normativa nazionale e regionale in materia di polizia locale»: chi cerca il numero 65/1986 nel testo del bando non lo trova e conclude che non serva. Serve, ed è citata in due punti diversi — perché oltre a essere una materia d’esame è anche un requisito di ammissione.

Qui trovi cosa dice davvero la legge, articolo per articolo, quali passaggi escono più spesso ai quiz, come compare nei bandi comunali del 2026 e che cosa succede con la riforma approvata dalla Camera a maggio 2026. Se ti stai già preparando, l’ordinamento della Polizia Locale è il primo capitolo del Libro Concorso Polizia Locale 2026 – Agente e Ufficiale di Smart Concorsi Editore. Aggiornato ad agosto 2026.

Due agenti di Polizia Locale sui gradini di un municipio: l'ordinamento del Corpo è disciplinato dalla Legge 65/1986

Che cos’è la Legge 65/1986?

La Legge 65/1986 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 1986 ed è entrata in vigore il 30 marzo 1986. Si compone di 14 articoli, disciplina l’ordinamento della polizia municipale ed è tuttora vigente: l’ultimo aggiornamento registrato da Normattiva risale al 4 ottobre 2018.

Un dettaglio dice molto sulla sua età: l’articolo 5 rinvia ancora all’articolo 221 del codice di procedura penale del 1930 e all’articolo 137 del Codice della Strada del 1959, cioè a due testi sostituiti da decenni. Non è un errore da correggere in sede d’esame: è il testo che devi conoscere così com’è, ed è anche il motivo per cui da anni se ne discute la riforma.

Questa è la struttura completa, utile per orientarti quando il bando parla genericamente di «ordinamento della polizia locale»:

Art.RubricaPeso al concorso
1Servizio di polizia municipaleAlto
2Funzioni del sindacoAlto
3Compiti degli addetti al servizio di polizia municipaleAlto
4Regolamento comunale del servizio di polizia municipaleAlto
5Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale, di pubblica sicurezzaAltissimo
6Legislazione regionale in materia di polizia municipaleMedio
7Corpo di polizia municipale e regolamento comunale sullo stato giuridico del personaleAlto
8Titoli di studioBasso
9Comandante del Corpo di polizia municipaleAlto
10Trattamento economico del personale di polizia municipaleBasso
11Comunicazione dei regolamenti comunaliBasso
12Applicazione ad altri enti localiMedio
13Decorrenza dell’indennità prevista dall’articolo 10Basso
14Copertura dell’onere finanziarioBasso
Struttura della Legge 7 marzo 1986 n. 65. Fonte del testo: Normattiva. La colonna «peso al concorso» è una valutazione redazionale di Smart Concorsi Editore, basata sulla ricorrenza dei singoli articoli nei bandi e nelle banche dati di quiz.

Dove compare la Legge 65/1986 in un bando di Polizia Locale?

La Legge 65/1986 compare in due punti del bando: fra le materie d’esame, dove si nasconde dietro formule generiche come «ordinamento della polizia locale», e fra i requisiti di ammissione, dove invece è citata per numero e spesso per articolo, perché senza i requisiti dell’art. 5 non puoi essere assunto. Il secondo dei due sfugge a quasi tutti.

Abbiamo confrontato tre bandi per Agente e Istruttore di Polizia Locale pubblicati nel 2026, leggendoli integralmente:

Bando 2026Come compare fra le materieCome compare fra i requisiti
Modena — 18 posti di Istruttore di Polizia Locale«Normativa nazionale e regionale relativa alla polizia locale»Requisiti per la qualifica di agente di pubblica sicurezza
Milano — 8 posti di Agente di Polizia Locale«Normativa nazionale e regionale in materia di Polizia Locale»«ai sensi dell’art. 5 della L. 65/86», con i tre requisiti elencati uno per uno
Como — 3 posti di Agente di Polizia Locale«Ordinamento della Polizia locale»«legge sull’ordinamento della Polizia locale n. 65 del 7 marzo 1986» e «art. 5, comma 5 […] e relativo D.M.I. n. 145/1987»
Confronto sui testi ufficiali dei tre bandi, consultati il 24 agosto 2026: Modena (determinazione dirigenziale n. 184 del 29 gennaio 2026), Milano (determinazione n. 5658 del 9 luglio 2026), Como (determinazione R.G. n. 1338 dell’8 giugno 2026). Nel bando di Como la legge è indicata una volta come «n. 65/1987»: è un refuso, poche righe sopra lo stesso bando la cita correttamente come legge del 7 marzo 1986.

Tutti e tre chiedono inoltre la patente di categoria B, l’idoneità psico-fisica e la disponibilità al porto e all’uso dell’arma. Le materie che ricorrono in tutti e tre sono Codice della Strada, ordinamento della polizia locale, diritto penale, procedura penale con riguardo all’attività di polizia giudiziaria, TULPS, sicurezza urbana, diritto degli enti locali e diritto amministrativo. Se vuoi il quadro completo delle prove, l’abbiamo ricostruito nella guida su prove e materie del concorso di Polizia Locale, e il Codice della Strada — la materia con il peso maggiore — ha una guida dedicata.

È un elenco lungo, e nessun bando ti dice da dove cominciare. Il Libro Concorso Polizia Locale 2026 – Agente e Ufficiale di Smart Concorsi Editore parte proprio dall’ordinamento della Polizia Locale e prosegue con tutte le materie che ricorrono nei bandi comunali. 👉 Scopri il manuale dedicato

Chi svolge le funzioni di polizia locale: il Comune, il servizio o il Corpo?

Le funzioni sono del Comune. L’art. 1 lo dice in modo netto: «i comuni svolgono le funzioni di polizia locale» e, a tal fine, «può essere appositamente organizzato un servizio di polizia municipale». Il servizio, quindi, è eventuale. Il Corpo è un terzo livello ancora diverso.

È esattamente il tipo di distinzione su cui si costruiscono i quiz. Tienila così:

  • Le funzioni appartengono al Comune (art. 1, c. 1).
  • Il servizio di polizia municipale può essere organizzato, anche in forma associata fra più Comuni (art. 1, c. 2).
  • Il Corpo può essere istituito solo dove il servizio è svolto da almeno sette addetti (art. 7, c. 1), e si articola di norma in responsabile del Corpo (comandante), addetti al coordinamento e controllo, operatori (art. 7, c. 3).

Sopra a tutto c’è il Sindaco: l’art. 2 stabilisce che il sindaco, o l’assessore da lui delegato, «impartisce le direttive, vigila sull’espletamento del servizio e adotta i provvedimenti previsti dalle leggi e dai regolamenti». E l’art. 9 chiude il cerchio: il comandante del Corpo «è responsabile verso il sindaco dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo» del personale. Se ti interessa la differenza di ruolo fra chi opera e chi coordina, l’abbiamo approfondita in Agente o Ufficiale di Polizia Locale.

Due articoli minori che però compaiono nei quiz: l’art. 8 rinvia all’accordo nazionale per i dipendenti degli enti locali per i titoli di studio di accesso, e l’art. 12 estende la disciplina agli enti locali diversi dai Comuni, applicando loro gli articoli 2, 6, 8, 11, 13 e 14.

Quali qualifiche ha un agente di Polizia Locale?

Un agente di Polizia Locale esercita tre ordini di funzioni previsti dall’art. 5 della L. 65/1986: di polizia giudiziaria, di polizia stradale e ausiliarie di pubblica sicurezza, sempre nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e nei limiti delle proprie attribuzioni. Sono tre cose distinte, con regole di attribuzione diverse: l’articolo 5 è il cuore del programma d’esame.

Nelle funzioni di polizia giudiziaria la qualifica dipende dal ruolo: agente di PG per gli operatori, ufficiale di PG per i responsabili del servizio o del Corpo e per gli addetti al coordinamento e al controllo. Le funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza sono un’altra cosa ancora, e la relativa qualità va conferita con un provvedimento apposito.

Chi conferisce la qualifica di agente di pubblica sicurezza?

Qui sta uno dei passaggi più ricorrenti nelle banche dati di quiz per la Polizia Locale: la qualità di agente di pubblica sicurezza la conferisce il Prefetto, previa comunicazione del Sindaco, dopo aver accertato tre requisiti (art. 5, c. 2):

  • godimento dei diritti civili e politici;
  • non aver subito condanna a pena detentiva per delitto non colposo e non essere stato sottoposto a misura di prevenzione;
  • non essere stato espulso dalle Forze armate o dai Corpi militarmente organizzati, né destituito dai pubblici uffici.

E la simmetria che chiude la domanda: è sempre il Prefetto a dichiarare la perdita della qualità, questa volta «sentito il sindaco», quando viene meno uno di quei requisiti (art. 5, c. 3). Attenzione all’inversione, che è la trappola classica: nel conferimento il sindaco comunica, nella perdita il sindaco è sentito.

QualificaChi la attribuisceChi la fa venire meno
Agente o ufficiale di polizia giudiziariaDiscende dalla legge, in base al ruolo ricoperto—
Servizio di polizia stradaleDiscende dalla legge—
Agente di pubblica sicurezzaIl Prefetto, previa comunicazione del SindacoIl Prefetto, sentito il Sindaco
Le tre qualifiche dell’art. 5 della L. 65/1986.

C’è poi il comma 4, spesso trascurato: nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza il personale dipende operativamente dall’autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza competente, nel rispetto di eventuali intese fra quelle autorità e il sindaco. Non è dipendenza gerarchica — resta comunale — ma funzionale.

Che questo non sia esercizio teorico lo dimostra il bando di Modena, che lo scrive nero su bianco: se al vincitore assunto «non venga attribuita da parte dell’autorità competente la qualifica di Agente di Pubblica Sicurezza», essendo condizione essenziale per il servizio armato, «si determinerà la risoluzione del rapporto di lavoro». Vinci il concorso, e senza il decreto del Prefetto perdi comunque il posto.

È il motivo per cui l’art. 5 va saputo a memoria, non riassunto: il Libro Concorso Polizia Locale 2026 – Agente e Ufficiale di Smart Concorsi Editore apre proprio con l’ordinamento della Polizia Locale e le qualifiche di polizia giudiziaria, di pubblica sicurezza e di polizia amministrativa, con i quiz commentati per verificarti articolo per articolo. 👉 Vai al manuale per il concorso di Polizia Locale

Dove può operare un agente di Polizia Locale fuori dal territorio del Comune?

La regola è che l’ambito ordinario di attività è il territorio dell’ente di appartenenza (art. 4, n. 3). Fuori da lì si può operare solo in tre casi tipizzati, elencati dall’art. 4, n. 4, lettere a), b) e c) fra i contenuti obbligatori del regolamento comunale:

  1. Missioni esterne per soli fini di collegamento e di rappresentanza.
  2. Operazioni esterne di polizia d’iniziativa dei singoli durante il servizio, ammesse esclusivamente in caso di necessità dovuta alla flagranza dell’illecito commesso nel territorio di appartenenza.
  3. Missioni esterne di soccorso in caso di calamità e disastri, o per rinforzare altri Corpi in particolari occasioni stagionali o eccezionali: servono appositi piani o accordi fra le amministrazioni, e va data previa comunicazione al prefetto.

Un secondo limite riguarda la collaborazione con le Forze di polizia dello Stato, e anche qui i quiz insistono. L’art. 3 non la rende automatica: gli addetti collaborano «previa disposizione del sindaco, quando ne venga fatta, per specifiche operazioni, motivata richiesta dalle competenti autorità». Servono quindi tre elementi insieme — richiesta motivata, operazione specifica, disposizione del sindaco.

Sempre l’art. 4 stabilisce che l’attività si svolge in uniforme, con l’abito civile ammesso solo quando strettamente necessario e previa autorizzazione, e che distacchi e comandi sono consentiti soltanto per compiti inerenti alle funzioni di polizia municipale.

Un agente di Polizia Locale può portare l’arma?

Sì, ma a condizioni precise. L’art. 5, comma 5, prevede che gli addetti ai quali è stata conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza possano portare le armi senza licenza, ma solo previa deliberazione in tal senso del consiglio comunale, e nei termini e nelle modalità dei rispettivi regolamenti.

Il porto è ammesso anche fuori dal servizio, ma soltanto nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e nei casi previsti dall’art. 4. La disciplina di dettaglio — modalità, tipologia e numero delle armi in dotazione, accesso ai poligoni di tiro per l’addestramento — è rimessa a un regolamento del Ministro dell’interno, sentita l’ANCI: è il D.M. 4 marzo 1987 n. 145, tuttora vigente, che il bando di Como richiama espressamente.

Sul piano pratico, questo è il punto in cui la legge tocca i requisiti del bando: tutti e tre i concorsi che abbiamo letto chiedono la disponibilità incondizionata al servizio armato e l’assenza di impedimenti al porto d’armi. Non è una formalità — è una causa di esclusione.

Cosa cambia con la riforma della Polizia Locale?

Per i concorsi banditi oggi, non cambia nulla: si studia la L. 65/1986. La riforma esiste, ma è a metà del percorso parlamentare ed è costruita come legge delega: anche una volta approvata in via definitiva non modificherebbe da sola una riga della legge del 1986.

I fatti verificabili sono questi. Il disegno di legge A.C. 1716, «Delega al Governo per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale», di iniziativa governativa, è stato approvato dalla Camera il 14 maggio 2026 con 130 voti favorevoli, 31 contrari e 71 astenuti, ed è stato trasmesso al Senato il 15 maggio 2026, dove ha assunto il numero A.S. 1903 ed è attualmente all’esame.

La delega prevede che il Governo intervenga proprio «tramite revisione della disciplina recata dalla legge n. 65 del 1986», con uno o più decreti legislativi da adottare entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge. Fra i criteri direttivi indicati nel testo approvato dalla Camera:

  • l’individuazione delle funzioni di polizia locale di Comuni, Province e Città metropolitane, mantenendo la distinzione rispetto alle Forze di polizia dello Stato;
  • la conferma della competenza del Prefetto sulla qualifica di agente di pubblica sicurezza, con l’individuazione dei casi in cui non è conferibile o è revocata;
  • la conferma dell’esercizio delle funzioni nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza;
  • apposite sezioni per la polizia locale nei contratti collettivi del comparto Funzioni locali;
  • tutele assistenziali e assicurative e il patrocinio legale a carico dell’ente per fatti di servizio legati all’uso delle armi o di altro mezzo di coazione fisica, con rivalsa in caso di fatto doloso;
  • procedure di accesso alle banche dati: il CED di cui all’art. 8 della L. 121/1981 e i sistemi informativi del PRA e della motorizzazione;
  • la disciplina di armamento, addestramento, porto, custodia delle armi e dei casi di revoca o sospensione.

Che cosa significa per te, concretamente: nessuna di queste previsioni è oggi in vigore, e nessuna cambia il programma d’esame. Prima servono l’approvazione definitiva del Senato e poi i decreti legislativi del Governo, con l’intesa in Conferenza unificata e il parere del Consiglio di Stato. Considerati i termini di legge, è ragionevole aspettarsi che i primi decreti arrivino non prima del 2028 — ma è una stima, non una data ufficiale. Nel frattempo, la domanda che ti possono fare all’orale è al massimo se sei a conoscenza del disegno di legge: sapere che è una delega approvata da un solo ramo del Parlamento è già la risposta giusta.

Come si studia la Legge 65/1986 per il concorso?

La Legge 65/1986 si studia partendo dall’articolo 5, non dall’inizio. Sono quattordici articoli brevi, si leggono in mezz’ora, ma vanno saputi con precisione: i quiz lavorano sulle inversioni — chi conferisce e chi revoca, chi comunica e chi è sentito. Il modo più efficiente è questo:

  1. Parti dall’articolo 5, non dall’inizio. È l’articolo con il rendimento più alto per minuto di studio e regge da solo una fetta consistente delle domande.
  2. Impara le tre qualifiche con il loro «chi»: chi le attribuisce, chi le fa venire meno, con quali requisiti. Costruisci la tabella a mano, non limitarti a rileggerla.
  3. Fissa i limiti territoriali: regola generale (territorio dell’ente) e le tre eccezioni dell’art. 4, con le rispettive condizioni.
  4. Memorizza il trittico funzioni del Comune → servizio eventuale → Corpo con almeno sette addetti, e il ruolo di sindaco e comandante.
  5. Aggiungi i due livelli che la legge rinvia altrove: la legge regionale della tua Regione (art. 6) e il regolamento del Corpo del Comune che ha bandito il concorso. Sono spesso scaricabili dal sito dell’ente e sono la fonte di molte domande locali. Se parti da zero sul ruolo, comincia da come diventare vigile urbano.

Un avvertimento sulle fonti: circolano riassunti che attribuiscono alla legge contenuti presi dal disegno di legge di riforma, o che aggiornano d’ufficio i rinvii al codice di procedura penale e al Codice della Strada. Per l’esame conta il testo com’è, e il posto giusto dove leggerlo è Normattiva.

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In sintesi: i punti chiave

  • La L. 65/1986 è la legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale: 14 articoli, in vigore dal 30 marzo 1986, tuttora vigenti.
  • Nei bandi compare due volte: come materia (dietro la formula «ordinamento della polizia locale») e come requisito di ammissione.
  • Le funzioni sono del Comune; il servizio è eventuale; il Corpo si istituisce con almeno sette addetti.
  • La qualità di agente di pubblica sicurezza la conferisce il Prefetto, previa comunicazione del Sindaco, e sempre il Prefetto ne dichiara la perdita, sentito il Sindaco.
  • L’ambito ordinario di operatività è il territorio dell’ente: fuori solo per collegamento e rappresentanza, flagranza, o soccorso con comunicazione al prefetto.
  • Il porto d’armi senza licenza richiede la qualifica di agente di PS e la delibera del consiglio comunale (art. 5, c. 5; D.M. 145/1987).
  • La riforma è una legge delega approvata dalla sola Camera il 14 maggio 2026: non è in vigore e non cambia il programma d’esame.

Vedi anche

Domande frequenti sulla Legge 65/1986

Che cos’è la Legge 65/1986?

È la legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 1986 ed entrata in vigore il 30 marzo 1986. Si compone di 14 articoli e stabilisce chi svolge le funzioni di polizia locale, quali qualifiche ha il personale, in quale ambito territoriale opera e a quali condizioni può portare l’arma.

Quanti articoli ha la Legge 65/1986?

Quattordici. Vanno dall’art. 1 sul servizio di polizia municipale all’art. 14 sulla copertura dell’onere finanziario. I più rilevanti per il concorso sono gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 7 e 9.

Che differenza c’è tra polizia locale e polizia municipale?

La legge usa «funzioni di polizia locale» per indicare le funzioni che spettano all’ente, e «polizia municipale» per il servizio comunale che le esercita. Le funzioni di polizia locale non sono solo dei Comuni: l’art. 12 le riferisce anche agli altri enti locali, che possono svolgerle con appositi servizi.

Chi conferisce la qualifica di agente di pubblica sicurezza alla Polizia Locale?

La conferisce il Prefetto, previa comunicazione del Sindaco, dopo aver accertato il godimento dei diritti civili e politici, l’assenza di condanne a pena detentiva per delitto non colposo o di misure di prevenzione e il non essere stato espulso dalle Forze armate o destituito dai pubblici uffici (art. 5, comma 2). È sempre il Prefetto, sentito il Sindaco, a dichiararne la perdita se uno di quei requisiti viene meno.

Cosa succede se il Prefetto non conferisce la qualifica di agente di pubblica sicurezza?

Si rischia il posto. Il bando del Comune di Modena per 18 Istruttori di Polizia Locale prevede espressamente che, se al vincitore già assunto non venga attribuita quella qualifica, essendo condizione essenziale per il servizio armato, «si determinerà la risoluzione del rapporto di lavoro». È il motivo per cui i requisiti dell’art. 5 sono richiesti già in domanda.

La Legge 65/1986 è ancora in vigore nel 2026?

Sì. Al 24 agosto 2026 la legge risulta vigente su Normattiva, con ultimo aggiornamento registrato al 4 ottobre 2018. Il disegno di legge di riforma approvato dalla Camera il 14 maggio 2026 non l’ha né abrogata né modificata: è una legge delega non ancora approvata in via definitiva.

Un agente di Polizia Locale può operare fuori dal territorio del suo Comune?

Solo in tre casi previsti dall’art. 4: missioni esterne per soli fini di collegamento e rappresentanza; operazioni esterne di polizia in caso di flagranza di un illecito commesso nel territorio di appartenenza; missioni di soccorso per calamità o disastri, o per rinforzare altri Corpi in occasioni stagionali o eccezionali, previa esistenza di piani o accordi e con comunicazione al prefetto.

Quando un Comune può istituire il Corpo di polizia municipale?

Quando il servizio di polizia municipale è svolto da almeno sette addetti (art. 7, comma 1). Sotto quella soglia il Comune ha un servizio, non un Corpo. L’ordinamento del Corpo si articola di norma in responsabile del Corpo (comandante), addetti al coordinamento e al controllo e operatori.

La riforma della Polizia Locale cambia il programma del concorso?

No, non oggi. Il ddl A.C. 1716 è stato approvato dalla Camera il 14 maggio 2026 con 130 voti favorevoli e trasmesso al Senato come A.S. 1903, dove è all’esame. È una legge delega: anche dopo l’approvazione definitiva servirebbero i decreti legislativi del Governo, da adottare entro dodici mesi. Per i bandi attuali si studia la L. 65/1986.

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