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Test psicoattitudinali nei concorsi delle forze dell’ordine: come funzionano

I test psicoattitudinali dei concorsi delle forze dell’ordine sono accertamenti selettivi che verificano se il tuo profilo psicologico è compatibile con il ruolo: consistono in una batteria di test somministrati in aula e in un colloquio individuale con uno psicologo o con un perito selettore. Nei concorsi per allievi agenti, allievi carabinieri e volontari non assegnano un punteggio: si chiudono con un giudizio secco di idoneità o inidoneità, che è definitivo e, se negativo, comporta l’esclusione dal concorso.

Aggiornato a luglio 2026.

Sono la fase che spaventa di più, proprio perché sembra impossibile da controllare: sulla prova scritta sai cosa studiare, sulle prove fisiche sai cosa allenare, ma sugli attitudinali circolano soprattutto leggende. In questa guida vediamo cosa dicono davvero le norme e i bandi 2026 di Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Penitenziaria, Guardia di Finanza e Forze Armate: come si svolgono gli accertamenti, in che punto dell’iter arrivano, quali caratteristiche vengono valutate, cosa succede in caso di inidoneità e — soprattutto — su cosa ha senso investire il tuo tempo di preparazione.

Candidato al banco durante una prova a test in un'aula di selezione
  • Cosa sono: batteria di test in aula + colloquio con uno psicologo o un perito selettore.
  • Esito: idoneo o non idoneo, mai un punteggio.
  • Quando: di norma ultima fase, dopo prova scritta, prove fisiche e accertamenti sanitari.
  • Se sei inidoneo: giudizio definitivo, nessun riesame; resta il ricorso al T.A.R. entro 60 giorni.
  • Si studiano?: no, i quesiti non sono pubblici. Il profilo attitudinale, invece, sì.

Che cosa sono i test psicoattitudinali nei concorsi delle forze dell’ordine?

Gli accertamenti attitudinali servono a stabilire se il candidato possiede i requisiti caratteriali e psicologici richiesti per il ruolo. Sono cosa diversa dagli accertamenti psico-fisici, che sono visite sanitarie (esami clinici, tossicologici, valutazione psichiatrica): gli attitudinali non misurano una patologia, ma la corrispondenza a un profilo attitudinale definito dall’Amministrazione.

Ogni corpo ha il proprio riferimento normativo:

  • Polizia di Stato: il D.M. 30 giugno 2003, n. 198 (art. 4 e Tabella 2) individua i requisiti attitudinali; il D.M. 28 aprile 2005, n. 129 (art. 5) ne disciplina lo svolgimento.
  • Arma dei Carabinieri e Forze Armate: D.Lgs. 66/2010 (Codice dell’ordinamento militare) e D.P.R. 90/2010, con le norme tecniche emanate dai rispettivi centri di selezione.
  • Polizia Penitenziaria: D.Lgs. 443/1992, richiamato dal decreto del 12 febbraio 2026 con cui il Ministero della Giustizia ha indetto il concorso per 3.350 allievi agenti.

Il punto da capire subito è questo: le prove concrete non sono pubbliche. Nella Polizia di Stato i test «sono predisposti dalla commissione» e approvati di volta in volta con decreto del Capo della polizia; nell’Arma e nella Guardia di Finanza le modalità tecniche sono fissate con provvedimento del comando competente. Non esiste, quindi, una banca dati ufficiale dei quesiti attitudinali.

Come si svolgono gli accertamenti attitudinali?

Lo schema è quasi identico in tutti i concorsi: prima una batteria di test collettivi somministrati in aula, poi un colloquio individuale con uno psicologo o un perito selettore che legge i risultati dei test, infine — se serve — un secondo colloquio o una valutazione collegiale. Tutto si conclude in una o due giornate.

Nella Polizia di Stato, secondo le disposizioni pubblicate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, gli accertamenti si svolgono di norma presso il Centro Psicotecnico di Roma — salvo diversa indicazione del singolo bando — e prevedono, nella prima mattina, quattro tipi di prova: un test psicomotorio (tempi di reazione acustico e visivo), un test psicosensoriale (memoria a breve termine, capacità associativa, rapidità percettiva), test cognitivi (completamento di sequenze) e questionari di personalità e motivazionali. Nel pomeriggio e il giorno seguente si tiene il colloquio individuale. La commissione è presieduta da uno psicologo ed è composta da psicologi e da funzionari abilitati come periti selettori attitudinali; se i test sono positivi ma il colloquio è negativo, il colloquio viene ripetuto in sede collegiale.

Nell’Arma dei Carabinieri, l’art. 12 del bando 2026 per 3.081 allievi carabinieri distingue due fasi: una fase preliminare, in cui un ufficiale psicologo somministra test, questionari ed eventuali prove di performance su capacità di ragionamento, carattere, struttura personologica e motivazione; e una fase costitutiva, in cui la commissione (un ufficiale superiore, un perito selettore e un ufficiale psicologo) esamina le risultanze e conduce un’intervista attitudinale di selezione. La commissione può disporre un secondo colloquio con un altro ufficiale psicologo, che redige una relazione.

Forze Armate (VFT): l’allegato d’Esercito del bando VFT 2026 descrive gli accertamenti attitudinali come «prove (test e colloquio con lo psicologo) volte a verificare il possesso delle qualità attitudinali e caratteriologiche» necessarie al ruolo. I candidati già incorporati come VFI nell’Esercito mantengono valida l’idoneità attitudinale acquisita in precedenza.

Polizia Penitenziaria: il bando 2026 per 3.350 allievi agenti prevede test sia collettivi sia individuali e un colloquio, davanti a una commissione composta da esperti in selezione e psicologi, con quattro aree di valutazione (livello evolutivo, controllo emotivo, capacità intellettiva, adattabilità).

Guardia di Finanza: nel bando per allievi ufficiali della Guardia di Finanza l’accertamento attitudinale è articolato in cinque elementi — test attitudinali, test di personalità, questionari biografici e motivazionali, colloquio con gli ufficiali periti selettori ed eventuale secondo colloquio con uno psicologo — condotti da una sottocommissione di ufficiali periti selettori. Per il concorso da allievo finanziere fa sempre fede il bando in vigore. Lo stesso schema in cinque elementi è previsto anche dal bando per Allievi Finanzieri.

In che punto del concorso arrivano i test psicoattitudinali?

Nella grande maggioranza dei concorsi gli attitudinali sono l’ultimo filtro selettivo: arrivano dopo la prova scritta, dopo le prove di efficienza fisica e dopo gli accertamenti psico-fisici. Significa che ci arrivi solo se hai già superato tutto il resto — e che la prova scritta resta il vero collo di bottiglia del concorso, esattamente come la preselettiva nei concorsi amministrativi.

ConcorsoSequenza delle fasi (da bando)
Allievi Carabinieri 2026 (3.081 posti)Prova scritta → efficienza fisica → accertamenti psico-fisici → accertamenti attitudinali → titoli → graduatoria
VFT Forze Armate 2026Prova di selezione → efficienza fisica → accertamenti psico-fisici → accertamenti attitudinali → titoli → graduatoria
Allievi Agenti Polizia Penitenziaria 2026 (3.350 posti)Prova scritta → efficienza fisica → accertamenti psico-fisici → accertamenti attitudinali
Allievi Agenti Polizia di Stato 2026La norma (D.M. 129/2005, art. 5) consente all’Amministrazione di collocare psico-fisici e attitudinali prima o dopo la prova scritta: fa fede il singolo bando
Posizione degli accertamenti attitudinali nell’iter dei principali concorsi in divisa 2026.

Un dettaglio che costa caro: chi non si presenta alla convocazione è considerato rinunciatario ed escluso, quali che siano le ragioni dell’assenza, comprese quelle dovute a causa di forza maggiore (bando Carabinieri 2026, art. 12).

Detto in modo diretto: agli accertamenti attitudinali non ci arrivi se prima non superi la prova scritta, ed è lì che si concentra la maggior parte delle esclusioni. È anche l’unica fase che puoi preparare per intero, con anticipo e con un programma preciso: i manuali di Smart Concorsi Editore sono costruiti solo sulle materie d’esame di quella prova. Scegli il manuale del tuo concorso.

Che cosa valutano davvero gli psicologi?

Le prove non sono pubbliche, ma il profilo attitudinale sì: è scritto nelle norme e nei bandi, e leggerlo è il modo più concreto per capire cosa si aspettano da te. Per il ruolo agenti e assistenti della Polizia di Stato, la Tabella 2 del D.M. 198/2003 indica quattro requisiti:

  • Livello evolutivo: una personalità integrata, capacità di elaborare le esperienze di vita, fiducia in sé, capacità critica e autocritica, assunzione di responsabilità, abilità comunicativa.
  • Controllo emotivo: capacità di contenere le reazioni davanti a stimoli emotivi imprevisti o inusuali, coordinazione psico-motoria sotto stress, rapida stabilizzazione dell’umore.
  • Capacità intellettiva: saper affrontare situazioni problematiche pratiche con soluzioni logiche, con buona percezione, attenzione e memorizzazione.
  • Socialità: disinvoltura nei rapporti interpersonali, capacità di integrarsi nel gruppo, adattabilità in contesti formalmente organizzati, motivazione e senso del dovere.

Il bando 2026 della Polizia Penitenziaria usa una griglia molto simile (livello evolutivo, controllo emotivo, capacità intellettiva, adattabilità), mentre l’Arma dei Carabinieri parla di «indagine conoscitiva e valutativa sulla struttura motivazionale, sui comportamenti tipo, sulle capacità interpersonali e sulle caratteristiche attitudinali», da confrontare con il profilo attitudinale di riferimento del carabiniere. In tutti i casi il risultato non è un voto, ma un giudizio binario.

Ci si può preparare ai test psicoattitudinali?

Non nel senso in cui ti prepari a una prova scritta: non esistono quesiti ufficiali da esercitare, perché i test vengono approvati di volta in volta e le norme tecniche sono atti interni delle amministrazioni. Diffida di chi ti promette “le domande dei test attitudinali” o metodi infallibili per superarli. Quello che puoi fare davvero è arrivarci nelle condizioni giuste:

  1. Conosci il profilo: rileggi i requisiti attitudinali del tuo concorso, così sai su quale terreno ti stai muovendo.
  2. Sii coerente: i questionari di personalità sono lunghi e ripetitivi proprio per far emergere le incoerenze. Rispondere “come vorresti apparire” è la strategia peggiore.
  3. Prepara le domande di base del colloquio: perché questo concorso, perché questo corpo, cosa hai fatto finora. Non servono risposte a memoria, serve chiarezza sulle tue motivazioni.
  4. Arriva riposato: gli accertamenti durano una o due giornate intere e valutano anche attenzione e tempi di reazione.
  5. Non giocarti il concorso prima: agli attitudinali arrivi solo se hai superato la scritta. È lì che si decide la maggior parte delle esclusioni.

Il manuale giusto per la prova che puoi davvero preparare

La parte del concorso che dipende interamente da te è la prova scritta: quiz di logica, italiano, cittadinanza e Costituzione, storia, geografia, inglese e — nei concorsi militari — ordinamento. I manuali di Smart Concorsi Editore sono costruiti su quello: solo le materie d’esame, spiegate in modo essenziale, con quiz e simulazioni (è il nostro metodo editoriale).

Se il tuo concorso è…Il manuale su cui prepararti
Allievi Carabinieri 2026 (3.081 posti)Vai al manuale Allievi Carabinieri · come diventare Carabiniere
Allievi Agenti Polizia di Stato 2026Vai al manuale Allievi Agenti
Allievi Agenti Polizia Penitenziaria 2026 (3.350 posti)Vai al manuale Polizia Penitenziaria
Allievi Finanzieri Guardia di FinanzaVai al manuale Allievi Finanzieri
VFT Forze Armate 2026Vai al manuale VFT
Vice Ispettori Polizia di StatoVai al manuale Vice Ispettori
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Cosa succede se ti dichiarano non idoneo?

L’inidoneità attitudinale comporta l’esclusione dal concorso e il giudizio è definitivo: lo dicono espressamente il D.M. 129/2005 per la Polizia di Stato (art. 5, comma 9), il bando Carabinieri 2026 (art. 12) e il bando VFT 2026 (art. 10). Non è previsto un “recupero” e non esiste una seconda convocazione.

  • Riesame: è previsto solo per la parte psico-fisica. Nel concorso Carabinieri 2026, ad esempio, l’istanza va presentata entro dieci giorni dalla notifica, con documentazione sanitaria. Per gli attitudinali il riesame non c’è.
  • Ricorso: resta la via giurisdizionale. Il bando VFT 2026 indica il ricorso al T.A.R. del Lazio entro 60 giorni oppure, in alternativa, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni, per il quale è previsto un contributo unificato di 650 euro. Termini analoghi sono richiamati nelle disposizioni della Polizia di Stato.
  • Concorsi successivi: un giudizio di inidoneità riguarda quella procedura. Se rientri nei requisiti, puoi ripresentare domanda al bando successivo.

Quali sono i falsi miti sui test attitudinali?

Tre convinzioni molto diffuse, e tutte sbagliate:

  • “C’è una prova di gruppo con dinamiche da valutare”. Nei bandi 2026 di Allievi Carabinieri, Polizia Penitenziaria e VFT non se ne trova traccia: quando si parla di test “collettivi” si intende test somministrati in aula a più candidati insieme, non dinamiche di gruppo.
  • “Gli attitudinali danno punteggio in graduatoria”. No: producono un giudizio di idoneità o inidoneità. I punti arrivano da prova scritta, titoli e, dove previsto, efficienza fisica.
  • “Serve la statura minima di 1,65 m”. Il limite di statura previsto dal D.M. 198/2003 non si applica ai bandi pubblicati dopo il 13 gennaio 2016, per effetto dell’art. 6, comma 2, del D.P.R. 17 dicembre 2015, n. 207: oggi contano i parametri fisici (composizione corporea, forza muscolare, massa metabolicamente attiva).

Un ultimo chiarimento sul concorso VFT 2026: non è aperto ai civili, ma riservato ai VFI in servizio da almeno 24 mesi e ai VFP1 in servizio o in congedo. Se stai cercando la strada d’ingresso dall’esterno, guarda ai concorsi per Allievi Carabinieri, Allievi Agenti della Polizia di Stato e Allievi Agenti della Polizia Penitenziaria.

In sintesi: su cosa concentrarti

  • I test psicoattitudinali delle forze dell’ordine sono batteria di test in aula + colloquio individuale, con esito idoneo/non idoneo e giudizio definitivo.
  • Arrivano in fondo all’iter, dopo scritta, prove fisiche e accertamenti sanitari.
  • Non si studiano: i test non sono pubblici e vengono approvati di volta in volta.
  • Il profilo attitudinale, invece, è pubblico: leggilo nel tuo bando.
  • La leva su cui puoi lavorare davvero è la prova scritta: è lì che si perde o si vince il concorso.

Se stai valutando quale concorso in divisa fa per te, parti dalla nostra guida generale ai concorsi nelle forze dell’ordine; se il tuo scoglio sono le prove atletiche, trovi un percorso di allenamento nella guida alle prove fisiche del concorso Vigili del Fuoco (concorso diverso, ma logica di allenamento simile). E se hai dubbi su come scegliere il testo su cui studiare, leggi come scegliere il manuale giusto.

Nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco la parte attitudinale è disciplinata dal D.M. 166/2019 e viaggia insieme alla visita medica, in un unico accertamento finale: ne parliamo nella guida ai requisiti fisici e psico-attitudinali dei Vigili del Fuoco.

Agli accertamenti attitudinali non ci si arriva per fortuna: ci si arriva superando la prova scritta. Preparala con un manuale essenziale, costruito solo sulle materie d’esame, e affronta il resto della selezione da candidato che ha già fatto la parte più difficile.

Tutti i manuali per i concorsi in divisa sono nel catalogo Smart Concorsi Editore.

Cosa sono i test psicoattitudinali nei concorsi delle forze dell’ordine?

Sono accertamenti selettivi composti da una batteria di test somministrati in aula e da un colloquio individuale con uno psicologo o un perito selettore. Servono a verificare se il candidato corrisponde al profilo attitudinale richiesto dal ruolo e si concludono con un giudizio di idoneità o inidoneità.

I test psicoattitudinali danno un punteggio?

No. L’esito è un giudizio binario di idoneità o inidoneità, non un voto. I punti utili in graduatoria derivano dalla prova scritta, dai titoli e, dove previsto, dalla prova di efficienza fisica.

Si può fare ricorso contro l’inidoneità attitudinale?

Il giudizio della commissione è definitivo e non è previsto riesame (che esiste solo per gli accertamenti psico-fisici). Resta la via giurisdizionale: il bando VFT 2026 indica il ricorso al T.A.R. entro 60 giorni o il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

Come ci si prepara ai test attitudinali?

Non esistono quesiti ufficiali da esercitare: i test sono approvati di volta in volta e non vengono pubblicati. Puoi però studiare il profilo attitudinale indicato dal tuo bando, rispondere in modo coerente ai questionari, chiarire le tue motivazioni in vista del colloquio e presentarti riposato.

Quando si svolgono gli accertamenti attitudinali?

Nella maggior parte dei concorsi in divisa sono l’ultima fase selettiva: arrivano dopo la prova scritta, le prove di efficienza fisica e gli accertamenti psico-fisici. Nella Polizia di Stato la norma consente all’Amministrazione di collocarli anche prima della prova scritta: fa fede il singolo bando.

Cosa valutano gli psicologi durante il colloquio attitudinale?

Per il ruolo agenti della Polizia di Stato la Tabella 2 del D.M. 198/2003 indica quattro requisiti: livello evolutivo, controllo emotivo, capacità intellettiva e socialità. I bandi di Carabinieri e Polizia Penitenziaria usano griglie analoghe, centrate su motivazione, capacità relazionali e adattabilità al contesto organizzato.

Cosa conviene studiare per superare la prova scritta di un concorso in divisa?

Le materie sono indicate dal bando: di norma logica, italiano, cittadinanza e Costituzione, storia, geografia, inglese e, nei concorsi militari, ordinamento. Conviene studiare solo su quelle, alternando teoria e quiz commentati con simulazioni a tempo. I manuali di Smart Concorsi Editore sono costruiti esattamente sul programma della prova scritta di ciascun concorso.

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